Comune di Arezzo, sportello unico, notizie discordanti…

Il comune ha cercato di notificarmi una lettera (bolletta dell’acqua) per due volte, ma senza successo; visto che lavoro fuori e dentro casa, mi trovo spesso in trasferta e non è facile rintracciarmi.

Mi lascia un avviso che mi avverte del fatto che il documento è depositato nella “casa comunale” presso lo Sportello Unico e che posso ritirarlo anche il sabato dalle ore 8,30 alle 13,00.

Vado allo sportello unico intorno alle 9,00 e trovo un impiegato comunale che mi sbarra la strada di fronte all’ingresso.

-Lei ha un appuntamento?

-No.

-Di sabato gli sportelli sono aperti solo su appuntamento.

-Lei sa leggere? Su questo avviso non c’è scritto che occorre un appuntamento.

L’impiegato prende in mano l’avviso e sbotta:

-Sono quelli dell’Agenzia delle Entrate, che fanno come gli pare…

-In verità la lettera è del comune.

-Va be’, entri e vediamo di farle ritirare i documenti…

Non mi piace che il comune invii lettere senza le indicazioni giuste per usufruire del servizio fornito; non mi piace che l’impiegato attribuisca ad altri colpe del comune e non mi piace il fatto che di sabato il comune sia costretto a piazzare un impiegato di fronte all’ingresso dello sportello unico per bloccare chi non ha l’appuntamento o cerca lumi.

 

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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