Noi i turisti se scacceno, altro che Benvenuti ad Arezzo!!

Stamani ho visto du’ stranieri che cercavon d’entrare nel portone dell’accoglienza turistica del Comune. Eron lì che leggeveno ‘l cartello del’orari e ‘n lo capiveno. Alora quando se son’arresi so’ vito a vedere che c’era scritto.

Ecco qua la foto. C’è scritto che la mattina l’accoglienza turistica è ala stazione e la sera al Comune. Ora, per chi conosce Arezzo la cosa fa ‘n po’ ridere, perché un turista che arriva di mattina dalle scale mobili del Duomo secondo il nostro intelligentissimo comune deve andare a depositare bagagli, prendere mappe, depliants e indicazioni per la visita in piazza della Stazione e viceversa la sera… Ma de che!…

Eppoi fatece caso: ‘l cartello è scritto in italiano e l’unica cosa tradotta è “benvenuti ogni giorno”, a presa di culo. Vergogna! E l’assessore un giorno sì e uno no dice che spende i soldi pe’l turismo. Incapaci e ignoranti, ecco che siamo!

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.
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