Arezzo capitale dela cultura? Ma chi la presenta la candidatura?

Nela cronaca locale de la Nazione han proposto che Arezzo se candidi come capitale dela cultura europea o almeno nazionale. Apparte che loro fan sempre le proposte che ha fatto qualcun altro e fan finta che sion le sue, nissun dice a chi se pol fa’ ffare ‘l progetto da presentare, manco la Nazione.

E’ che dala redazione del giornale han telefonato al Sindaco per chiedegni se la bega se la pigliava lu’, che sarebbe anche assessore ala cultura, ma ‘l Ghinelli ha risposto che la cultura pe’ la su’ giunta ‘unnè ‘na priorità. “Si se parla de fascismo chiamateme, ma la cultura è pallosa, diciamo la verità…”. Alora han chiamo la Tanti che ha ditto: “l’aretino ‘n lo so manco parlare, figuriamoci progettare!”

L’ultima telefonata l’han fatta al Merelli, che è l’assessore ai rapporti col’università. “Ancora ciho da trovalla, l’università.” ha risposto dal’alto dele su’ parabole acustiiche, “Approposito, voi lo sapete ‘ndo’ è?”

‘Nsomma, per provacce ce vol ‘nantra Giunta, ‘n c’è niente da fare; anche si a La Nazione cihavevon da riempire qualche pagina d’agosto e la proposta l’han pubblicata uguale.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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