Ad Arezzo ormai anche gli inseguimenti hanno scelto la mobilità sostenibile.
Domenica 13 settembre un uomo di 30 anni avrebbe rubato due rasoi per capelli, del valore complessivo di circa 70 euro, da un negozio di via Vittorio Veneto. Poi la fuga a piedi, direzione parco di via Arno.
Fin qui normale amministrazione, almeno per una città che evidentemente ha deciso di produrre da sola le proprie serie crime.
A rendere la scena più cinematografica è stato però un cittadino di passaggio che, dopo la richiesta di aiuto del titolare, si è lanciato all’inseguimento del fuggitivo in bicicletta.
Altro che Volanti, elicotteri e inseguimenti americani: ad Arezzo il crimine viene contrastato a forza di rapporti Shimano e polpacci.
Nel frattempo è partita la chiamata al 112 e sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia di Stato, che hanno poi bloccato il trentenne in via Trasimeno. Con lui sarebbero state trovate anche le confezioni dei due rasoi appena sottratti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo sarebbe sospettato anche di altri furti compiuti con modalità simili in diversi esercizi commerciali cittadini.
In occasione dell’ultimo episodio sarebbe stato accompagnato da un’altra persona, che invece è riuscita a far perdere le proprie tracce.
Il trentenne è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato e portato in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Resta da capire quale fosse il piano industriale dietro il colpo: rischiare un arresto per due rasoi da 70 euro complessivi sembra una strategia commerciale sulla quale perfino i consulenti di Temu avrebbero qualcosa da ridire.
Di certo rimarrà l’immagine dell’inseguimento: uno che fugge a piedi, uno che gli pedala dietro e la Polizia che arriva a chiudere la partita.
Una specie di triathlon della sicurezza urbana.
Con una consolazione: almeno stavolta la pista ciclabile serviva davvero a qualcosa.
Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali.


