Nella notte tra lunedì 3 e martedì 4 agosto è stata rubata una statua dalla cappella Giuliattini-Bichi, all’interno del cimitero di Agazzi. Si tratta di una riproduzione della Pietà, custodita in quel luogo fin dalla costruzione della cappella, avvenuta negli anni Ottanta.
A rendere pubblico l’accaduto è stato il padre di Sara Ceccantini, la giovane madre recentemente scomparsa pochi giorni prima del matrimonio e la cui salma riposa proprio all’interno della cappella.
La statua, secondo quanto riferito dalla famiglia, non era mai stata spostata né toccata in oltre quarant’anni. La sua sottrazione assume quindi un significato ancora più doloroso, perché avvenuta in un luogo destinato alla preghiera e al raccoglimento, già segnato da un lutto recente e profondissimo.
La famiglia Ceccantini rivolge un appello diretto a chi ha commesso il gesto, chiedendo che la Pietà venga riportata al suo posto, anche in forma anonima e senza ulteriori conseguenze.
Non si tratta soltanto di restituire un oggetto, ma di rispettare un luogo della memoria e il dolore di persone che stanno attraversando un momento particolarmente difficile. Chiunque abbia visto movimenti sospetti, possieda informazioni utili o possa contribuire al ritrovamento è invitato a farsi avanti e a rivolgersi alla famiglia o alle autorità competenti.
L’auspicio è che questo appello riesca a raggiungere i responsabili e a toccarne la sensibilità. Riportare la statua nella cappella sarebbe un gesto semplice, ma capace almeno di non aggiungere altro dolore a quello che la famiglia sta già affrontando.


