L’Arezzo batte il Brescia 2-0 al “Città di Arezzo” e supera il turno preliminare di Coppa Italia. Una vittoria firmata da Alessandro Arena nel primo tempo e Camillo Tavernelli nel finale, davanti a 3.465 spettatori, 374 dei quali arrivati da Brescia. Stavolta non servono calcolatrici, interpretazioni tattiche da salotto o il cugino che “io l’avevo detto”: gli amaranto hanno segnato due volte, il Brescia nessuna e il biglietto per Cagliari è già in tasca. S.S. Arezzo
Bucchi parte con il 4-3-3 e mette subito in campo parecchie facce nuove: Nunziante in porta, Illanes al centro della difesa, Sala a centrocampo e Cerri davanti. All’inizio il Brescia sembra più sciolto, mentre l’Arezzo deve ancora togliersi dalla schiena qualche granello di sabbia d’agosto. Nunziante rischia grosso in uscita, ma Illanes chiude la porta prima che qualcuno possa cominciare a rimpiangere la domenica al mare.
Poi, al 24’, cambia tutto. Ionita e Tavernelli recuperano il pallone, Cerri vede il corridoio e serve Arena. Il numero 30 approfitta dell’uscita sbagliata di Rizzo, si presenta davanti a Liverani e lo batte con un sinistro preciso. Uno a zero e prima fiammata vera della stagione: lo stadio si sveglia, la curva alza il volume e il Brescia capisce che la serata non sarà una passeggiata tra squadre di categoria diversa.
Gli amaranto acquistano fiducia. Arena continua a creare problemi, Ionita prova la conclusione e Gilli, nel finale del primo tempo, sfiora il raddoppio di testa. Il Brescia risponde soprattutto con Rizzo Pinna, ma Nunziante mette una pezza e manda tutti all’intervallo con l’Arezzo avanti.
Nella ripresa i lombardi aumentano la pressione e gli amaranto abbassano il baricentro. Tradotto dal calcese: per qualche minuto si soffre, si stringono i denti e dagli spalti parte il consueto repertorio di consigli tecnici gratuiti. Illanes, però, continua a chiudere ogni passaggio pericoloso e la difesa non si scompone.
Bucchi inserisce Viviani, Mawuli e Varela. Le sostituzioni restituiscono gamba e ordine alla squadra. Cerri ha sul piede il pallone del 2-0, ma lo manda sopra la traversa. Poco dopo Tavernelli costringe Liverani alla deviazione in angolo. Il Brescia prova a restare aggrappato alla partita, ma l’Arezzo dà l’impressione di poterlo punire appena trova un metro.
All’83’ arriva il momento che vale il prezzo del biglietto. Punizione da una ventina di metri, Tavernelli sistema il pallone e disegna un destro sotto l’incrocio: palo e rete. Una sassata col pennello, roba da far alzare in piedi anche chi era rimasto seduto per scaramanzia. Secondo il resoconto della società, l’Arezzo non segnava su punizione sotto la Minghelli da sedici anni. Evidentemente Camillo s’era stufato d’aspettare.
Il Brescia torna a casa con due gol nel groppone e l’Arezzo si prende vittoria, qualificazione e una bella iniezione di fiducia. Non sarà ancora il momento di prenotare pullman scoperti e banda cittadina, ma eliminare una squadra di categoria superiore giocando con personalità non è esattamente una cosina da niente.
Il prossimo appuntamento sarà molto più complicato: venerdì 14 agosto alle 18.30 gli amaranto giocheranno a Cagliari. Là serviranno ancora più attenzione, coraggio e gambe. Intanto, però, il primo brindisi ufficiale della stagione è amaranto. E il Brescia, per una sera, ha fatto da bicchiere


