HomeSatira civicaRiccardi un si vende! Si rimette in piedi per il turismo lento

Riccardi un si vende! Si rimette in piedi per il turismo lento

Il complesso comunale tra Cortona e Castiglion Fiorentino non va svenduto ma rilanciato come punto di riferimento per escursionisti e cicloturisti

-

Riccardi un si vende! Si rimette in piedi per il turismo lento

Il complesso comunale tra Cortona e Castiglion Fiorentino non va svenduto ma rilanciato come punto di riferimento per escursionisti e cicloturisti

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli  

📄 FONTE Comunicato Rinascimento Castiglionese

Altrove si pensa a far rivivere i monti, qui si rischia di svendere anche l’anima. Mentre sull’Alpe di Poti si parla di centro benessere e rilancio turistico, a Castiglion Fiorentino pare che la parola d’ordine sia un’altra: dismettere.

E allora diciamolo chiaro e tondo: il complesso dei Riccardi un è roba qualunque. È un bene comunale, mica del primo che passa. Sta lì, a mezza costa tra Cortona e Castiglioni, lungo il Sentiero di San Francesco, sotto il castello di Montecchio e a due passi dalla SR71. Un posto che, solo a guardarlo, ti fa venir voglia di rallentare e respirare.

E invece? Abbandonato. Finestre chiuse, silenzio, erba alta. E pensare che lì dentro c’era tutto: cucina, salone, camere, stanze arredate, perfino la chiesetta per matrimoni e feste. Un investimento pensato per il turismo sociale, mica per farci le ragnatele.

Qualcuno si chiede se dietro questo declino ci sia anche un pizzico di ripicca politica verso chi quel progetto l’aveva fatto nascere. Noi un si sa, ma una cosa è certa: lasciarlo andare in malora è un danno per tutti. È come buttare via un pezzo di patrimonio comune.

E allora invece di venderlo, perché un si rilancia? Oggi si parla tanto di turismo slow, di cammini, di cicloturismo, di ospitalità diffusa. I Riccardi sarebbero perfetti: un punto tappa per escursionisti, per famiglie, per chi cerca la Toscana vera, mica quella da cartolina mordi e fuggi.

Qui non si dice no al privato per partito preso. Le collaborazioni si fanno, eccome. Ma il bene pubblico resta pubblico. Un si svende al miglior offerente come fosse un fondo qualsiasi.

Riccardi un si tocca: si valorizza. Perché il territorio o si ama o si lascia andare. E noi, il nostro, lo si vuol vedere vivo.

Lascia un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here

Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.

Punture scelte

Giani completa il decathlon: dopo tuffi e forma da 30 chili, a Foiano impugna la racchetta

Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali. A Foiano della Chiana, sabato 29 agosto, è stata consegnata alla comunità la rinnovata Cittadella dello Sport....
clickandfly dervizi foto video con drone o senza per agriturismi cantine

I più letti della settimana

Dello stesso autore

L’Ortica punge gratis, ma mantenerla costa

Se questo articolo ti è piaciuto, irritato o almeno evitato cinque minuti di Facebook, puoi offrirci un caffè. Anche 3 euro aiutano L’Ortica a restare libera, indipendente e fastidiosa.

Offri un caffè all’Ortica ☕