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Campo di Marte, la sicurezza “che rassicura” (e i commenti che fan più rumore delle sirene)

Presidio visibile, parco deserto e problemi in pausa caffè: la sicurezza che funziona finché nessuno guarda

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Spulciando la rete, L’Ortica inciampa nel post di Giovanni: foto d’ordinanza, volanti blu parcheggiate come panda in amore e slogan rassicurante tipo tisana alla camomilla: “Presenza che rassicura”. Tradotto: la polizia c’è, si vede, sta ferma e guarda. E già questo, ai tempi nostri, pare una notizia da edizione straordinaria.

Il messaggio è tutto un fiorire di buone intenzioni: niente annunci, niente rumore, solo controllo, presidio e continuità. Una sicurezza zen, quasi buddista. Campo di Marte ringrazia, Arezzo pure, e via andare col “continuare così”.

Poi però arrivano i commenti, che sono il vero spettacolo,  qui si gioca a chi la spara più grossa.

C’è chi dice che “tutti i giorni deve essere così”, come se le volanti crescessero sugli alberi del parco. Chi rimpiange “com’era una volta”, quando il poliziotto di quartiere c’aveva pure il nome di battesimo e sapeva chi rubava le biciclette e chi faceva il furbo col parcheggio.

Poi si passa alla nostalgia politica, quella coi contorni sfocati: ai tempi di questo o quello funzionava tutto, poi è arrivato qualcun altro e s’è rovinato il mondo. Una sicurezza che, a leggere certi commenti, pare risolvesse tutto a colpi di bacchetta magica e rimpatri a raffica, tipo svuotare il cestino del desktop.

Qualcuno prova a buttarla sul pragmatico: se li sposti da Campo di Marte vanno al Pionta, se li sposti dal Pionta vanno da un’altra parte. Insomma, il problema non sparisce, fa solo trasloco. Ma niente: arriva subito la risposta secca, versione scopa nuova: “spediamoli a casa loro”. Fine del dibattito, sipario.

C’è anche chi tenta il ragionamento sociologico, parla di economia, lavoro, dislocazioni sociali. Ma dura poco: viene sommerso da chi propone soluzioni più rapide, tipo manganello express e chiavi buttate via. Roba che nemmeno nei film anni ’70.

Altri ancora fanno notare l’ovvio: due volanti ferme in un punto sono come l’ombrello bucato, l’acqua entra lo stesso ma da un’altra parte. E poi c’è il grande classico aretino: “Ci sono le elezioniiii!”, urlato con tante “i” quante promesse mancate.

In mezzo a tutto questo, qualcuno ringrazia le forze dell’ordine, qualcun altro dice “era ora”, qualcun altro ancora osserva filosofico che gli spacciatori mica son bischeri, vedono la polizia e cambiano aria. Come i piccioni quando passi col sacchetto del pane… ma al contrario.

Morale della favola?
La presenza rassicura, sì. Ma i commenti no. Quelli agitano, ringhiano, sputano sentenze e nostalgie come noccioli d’olive. Campo di Marte intanto resta lì, con le volanti parcheggiate e la sicurezza a intermittenza, mentre Arezzo discute: chi vuole il presidio fisso, chi il pugno duro, chi la bacchetta magica e chi, rassegnato, dice come i nonni:

“Gna fa casamiccela.”

E forse, per una volta, avevano già detto tutto loro.

Campo di Marte, atto secondo: il bis dei commenti (e la coperta sempre più corta)

Come se non bastasse il primo carico, spuntano altri commenti, che entrano in scena come al bar dopo il terzo goto: pochi freni e tanta convinzione.

C’è chi liquida tutto con un secco “Giusto” e chi rilancia col classico “Basterebbe veramente poco…”. Poco cosa non si sa, ma fa sempre la sua figura. Poi arrivano quelli col cronometro in mano: “Sì, ma quanto dura?” — che tradotto vuol dire: finite le elezioni, si torna come prima. E qui partono applausi sarcastici e faccine eloquenti.

Qualcun altro conferma la legge non scritta della sicurezza aretina: “Sono andati da un’altra parte”. Non spariscono mai, traslocano. Tipo la muffa.

Finalmente qualcuno tira fuori il tema che nessuno vuole sentire: le forze dell’ordine sono sotto organico. La famosa coperta corta: se tiri da Campo di Marte, restano scoperti Saione, il Pionta e mezzo resto della città. Ma tranquilli, dice il commentatore, il governo preferisce i decreti a costo zero: fanno scena, non fatica.

C’è chi esulta con un “Finalmente!”, chi si consola pensando alla futura caserma dei vigili urbani, vista come Lourdes in muratura: “ora il quartiere diventa sicuro”. Altri invece non ci credono nemmeno se gliela inaugurano sotto casa: “Tutta una presa per il culo”, durata prevista un mese, poi via, si ricomincia da capo.

Qualcuno fa i conti: vigili di quartiere sì, ma chi li paga? Domanda pericolosa, che ammazza più discussioni di un estintore. Intanto c’è chi suggerisce che nel frattempo il problema sia migrato, manco a dirlo, al Pionta.

Poi, a sorpresa, entra la voce fuori dal coro: il problema non è solo chi vende, ma chi compra. Se c’è richiesta c’è offerta, e ad Arezzo — dice qualcuno — di consumatori ce n’è parecchi. Invito finale: “Facciamoci un esamino di coscienza”. Silenzio imbarazzato, rumore di sedie che strisciano.

Naturalmente non manca chi archivia tutto con “Tutta scena”, né chi, stanco di brontolii seriali, prova a dire: “Ma una cosa che non vi faccia criticare no?”. Apprezziamo quello che c’è, con i mezzi che ci sono. E magari, se davvero il consumo fosse minore, anche certi giri lo sarebbero.

Conclusione in perfetto stile Campo di Marte:
La presenza rassicura, sì.
I commenti dividono.
La soluzione non si vede.

E mentre le volanti vanno e vengono, Arezzo resta lì, sospesa tra il “era ora”, il “tanto dura poco” e il solito ritornello: il problema non sparisce, cambia panchina. Proprio come noi, che si brontola… ma sempre nello stesso posto.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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