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Punto nascita di Montevarchi, Giani s’incaponisce: “Bimbi pochi, ma ‘un s’ha da chiude nulla!”

Meno nati, regole d’altri tempi e la Regione che prova a salvare la cicogna valdarnese dalla pensione anticipata

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La cicogna rallenta, ma la Regione ‘un molla l’osso. Il punto nascita dell’ospedale della Gruccia di Montevarchi resta nel mirino del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che torna alla carica col Ministero: “I conti ‘un tornano più, i bimbi son pochi in tutta Italia, ‘un si può ragionare come nel 2010”.

In soldoni: siccome si nasce sempre meno, la soglia dei famosi 500 parti l’anno gli sta stretta. Troppo alta, roba d’altri tempi. “Facciamola 400 e siam tutti più contenti”, dice Giani, assicurando che mamme e pupi starebbero comunque tranquilli e ben seguiti.

Il punto nascita della Gruccia, intanto, balla lì nel mezzo: nel 2024 è rimasto sotto la soglia per una manciata di parti, nel 2025 qualcosa in più ma sempre sopra i 400. Insomma, per Giani “siamo lì lì” e con un po’ di buona volontà (e qualche mamma che partorisce vicino casa invece di scappare altrove) si può tornare sopra quota 500.

Il presidente tira fuori anche i numeri freschi: a gennaio son già nati più di trenta bimbi. “Segno bono”, dice lui, invitando le future mamme a fidarsi del territorio e a non fare le giramondo col pancione.

Il Comitato nazionale percorso nascite, per ora, ha detto picche alla deroga. Ma è pure in fase di rinnovo, quindi – tradotto dal toscanese – ‘un è detta l’ultima parola. La Regione ripresenterà la richiesta, sperando in un ripensamento generale: meno paletti, meno numeri da ragionieri e più ospedali aperti.

Morale: bimbi pochi, regole vecchie e Giani che ‘un ci sta. Alla Gruccia, per ora, la cicogna può continuare ad atterrare.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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