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Le domande che non ci si fa più

Con il passare del tempo non è la curiosità a spegnersi, ma l’urgenza di capire tutto. Alcune domande, semplicemente, smettono di essere necessarie

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Le domande che non ci si fa più

Con il passare del tempo non è la curiosità a spegnersi, ma l’urgenza di capire tutto. Alcune domande, semplicemente, smettono di essere necessarie

Ci sono domande che accompagnano a lungo la vita.
Servono quando si è giovani, quando tutto sembra aperto, quando capire appare necessario.

Poi, arrivati a una certa età, qualcosa cambia.
Non all’improvviso, non per scelta.
Semplicemente, alcune domande smettono di…bussare.

Non perché abbiano trovato risposta, ma perché non sono più indispensabili.
Capire tutto non è più una priorità.
Spiegare, spiegarsi, ricostruire i passaggi perde importanza.

Con il tempo si smette di interrogare il passato.
Non viene rimosso, ma lasciato fermo, nel punto in cui si è concluso.

Anche il futuro pesa meno.
Non perché non esista, ma perché non ha bisogno di essere anticipato.
Si è serenamente curiosi di vedere cosa ci porta la marea…
Abbiamo tanto navigato che sappiamo reggere i colpi e il timone.
La vita, nel bene e nel male, ci ha fortificato.

Arriva un momento in cui si abbandona la contabilità emotiva:
quanto si è dato, quanto si è ricevuto, quanto sarebbe stato giusto.
Quel tipo di bilancio non porta pace.

Non tutto, col senno di poi, deve insegnare qualcosa.
Ci sono esperienze che non migliorano e non spiegano.
Fanno parte del percorso, e tanto basta.

Questa disposizione è difficile da comprendere prima.
Richiede tempo, attraversamenti, perdite.
È una forma di essenzialità che matura lentamente.

Non è distacco.
Si accoglie.
Si è grati del percorso ed è un modo più quieto di stare nella vita.
S.S.C.

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Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari
Sabina Sabrina Crivellari, nata a Milano nel 1955, si trasferisce a Melzo nel 1990. Membro del “GAM” dal 1997, partecipa a mostre locali esplorando diverse tecniche artistiche: ritratti a matita, dipinti a olio, sculture in argilla e quadri in resina. Ha fondato una galleria d’arte e una scuola di cake design. Il quotidiano Il Giorno ha descritto via Napoli 37 come “la Montmartre di Melzo”. Attualmente, si dedica principalmente alla scrittura.

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