Altro che festa di fine anno, qui s’è acceso il Veglion de’ Querelanti. L’assessore alle politiche giovanili Federico Scapecchi, stanco di leggere commenti più pepati d’un arrosto mal riuscito, s’è alzato di buzzo buono ed è andato dritto alla Polizia Postale a presentare querela per diffamazione. Tutto rigorosamente raccontato su Facebook, ché se non lo scrivi lì pare non sia successo.
Il fattaccio risale al 14 novembre, quando un utente social, tale Claudio Marcello (nome, cognome e pure battesimo), s’è permesso di scrivere sulla pagina Facebook dell’Ortica che l’esito della procedura pubblica per la Festa di Fine Anno “era tutto organizzato come sempre”. Traduzione dal vernacolo: ‘un c’era verso, era già deciso tutto. Apriti cielo.
Accusa “precisa ma ‘un circostanziata”, dice l’assessore, che durante le feste – mentre altri mangiavano panettone – s’è messo a fare il Sherlock de’ social, spulciando post, profili e angolini del web, pure quelli ormai defunti, raccattando “informazioni interessanti”. Tutto consegnato alla Postale, con la speranza che la giustizia faccia il suo corso… o almeno due passi.
Però Scapecchi, magnanimo come un granduca il giorno bono, lascia aperto uno spiraglio: se l’utente chiede scusa, la querela si ritira. Insomma, o le scuse o il tribunale, scegli te.
Morale della favola: su Facebook si scrive facile, ma poi tocca andare a spiegare. E la Festa di Fine Anno, intanto, s’è trasformata nella Festa di Fine Commento.
Querela show, applausi social e leoni da tastiera in fuga
Dopo la gita alla Postale dell’assessore Federico Scapecchi, Facebook è diventato peggio della curva sud: cori, pacche sulle spalle, qualche randellata verbale e un safari completo di leoni da tastiera.
Sotto il post dell’assessore s’è scatenata la sagra del commento. Tutti a dire “hai fatto bene”, qualcuno con la carezza, qualcun altro col randello. Altro che Festa di Fine Anno: Festa di Fine Pazienza.
IL CORO DEI FAVOREVOLI
Silvio apre le danze: “Hai fatto benissimo, quel soggetto era indisponente e senza vergogna!”. Applausi.
Claudio, Roberto, Bruno, Massimiliano, Roberto T., Antonio: tutti d’accordo, versione corta: hai fatto bene. Punto, senza fronzoli.
I PIÙ AGGUERRITI
Monica alza il livello: “Altro che scuse, nemmeno in ginocchio sui ceci!”. Qui più che querela ci voleva l’Inquisizione.
Graziana rincara: “Io andrei avanti anche con le scuse… tanto non le farà”. Profetessa.
Catia chiude secca: “Gli ignoranti vanno denunciati”. Amen.
I REALISTI (AMARI)
Sara porta la doccia fredda: “Dieci anni che ho denunciato e la Postale tace…”.
Eugenio fa eco: “Cinque denunce, solo archiviazioni”. Tradotto: ‘un fateci troppo la bocca.
I FILOSOFI DELLA TASTIERA
Sefora racconta l’identikit del soggetto: profili fasulli, offese a raffica, segnalazioni scorrette. Il classico leone da tastiera, feroce online e sparito dal vivo.
Gian Carlo sintetizza tutto: “Siamo nella savana…”. Manca solo Attenborough che commenta.
I MAGNANIMI
Marco, Francesco, Manola ed Elvino lodano la clemenza dell’assessore: togliere la querela dopo le scuse “fa onore”. Roba da santi, o quasi.
Maria Grazia ricorda che la Polizia Postale serve proprio a “spengere” ‘sti personaggi. Estintore acceso.
GLI SCETTICI
Luigi storce il naso: “Più che clemenza sembra intimidazione. Meglio andare fino in fondo”. Qui il dibattito s’è fatto serio, altro che emoticon.
Luca propone la soluzione finale: scuse pubbliche, in piazza, sul palco. Con microfono aperto e folla. Altro che reality.
CONCLUSIONE
Insomma, la querela c’è, le scuse forse, i commenti sicuro. Una cosa è certa: su Facebook si entra leggeri, ma si esce citofonati dalla Postale.
E il leone da tastiera? Per ora, rintanato nella savana digitale, a leccarsi i baffi… o a cambiare profilo.

