C’era una volta, nell’ultimo giovedì di novembre, un consigliere comunale di nome Piero Perticai che, con santa pazienza, osò fare una cosa temeraria: un’interrogazione. Non una qualunque, ma una di quelle pericolose, scivolose, quasi sovversive: chiedere più sicurezza sulla SR 71 a Rigutino.
Apriti cielo.
Qualcuno prese quelle righe – oggi ingiallite ma allora freschissime – e le usò come clave politiche, più per colpire che per capire. “Ma guarda questo, parla di semafori!”, come se il semaforo fosse un animale mitologico e non un banalissimo aggeggio rosso-giallo-verde inventato apposta per salvare vite umane.
Eppure nell’interrogazione era tutto scritto chiaro: incidenti, traffico, pedoni, ciclisti, automobilisti distratti come piccioni in piazza Grande. E soprattutto una proposta eretica: un semaforo a chiamata pedonale, di quelli che costringono l’automobilista a smettere di guardare il telefono e a guardare la strada.
All’epoca, però, no.
All’epoca era colpa di Perticai, del momento sbagliato, del colore politico, forse pure delle stelle avverse.
Oggi, dopo due incidenti a Olmo, succede il miracolo: gli abitanti del paese chiedono esattamente la stessa cosa. Lo stesso semaforo. La stessa chiamata pedonale. La stessa attenzione che, guarda caso, era già stata messa nero su bianco mesi fa.
Il semaforo, si scopre ora, è utile.
Perché richiama l’attenzione.
Perché ferma le auto.
Perché salva le persone, anche quelle che attraversano senza fare polemica.
Morale della favola:
ieri era propaganda, oggi è buonsenso.
Ieri era un attacco da respingere, oggi è una richiesta popolare.
Nel frattempo il semaforo, zitto zitto, continua a non esserci. Ma almeno una cosa è chiara: il rosso lo aveva visto prima chi guardava la strada, non chi correva più forte.





Mentre continuano a progettare varianti sui campi dove potrebbero non servire se ne infischiano dei centri abitati. Parlo di Rassina, Subbiano, Olmo, questi i tre dove, al momento, non c’è neanche un barlume di pensiero su dove come e quindi quando realizzare le varianti che mettano in sicurezza i centri abitati citati. Però si costruiscono quelle a Riccio verso Terontola (in una piana deserta) e quella a Santa Mama (arrampicata sulla roccia quando c’erano tutto lo spazio disponibile oltre Arno !!!
Detto questo un semaforo li (anche di quelli a chiamata) sarebbe deflagrante (parlo dal puntio di vista degli automobilisti) creerebbe file infinite in entrambi i sensi.
Dal punto di vista degli abitanti invece lo capisco. Quindi se deve servire a smuovere le sopite membra dei governanti Comunali, Provinciali e Regionali (perchè la strada è della Regione gestita dalla Provincia e che ricade nel Comune di Arezzo) ben venga un semaforo che intoppi tutto, ma se deve essere la soluzione definitiva (dicendo abbiamo risolto il problema) meglio di no!