A leggere la riflessione (col coltello tra i denti) di Claudio Santori, già dirigente del Liceo Scientifico Francesco Redi, viene voglia di chiedere il supplemento di pepe… negli occhi.
Dunque:
– un croato accoppa un capotreno perché, pensa te, pretendeva il biglietto.
– un peruviano accoppa una donna “perché oggi mi va così”.
– un egiziano accoppa un poliziotto perché i poliziotti, a naso, non gli garbano.
I giudici li guardano severi e fanno: “Oh bimbi, brutti cattivi, ste cose non si fanno eh!” Fine della predica, tutti a casa e chi s’è visto s’è visto. (Nota a margine, velenosa come il l’Ortica comanda: chissà cosa avrebbero fatto in Egitto a un italiano che avesse accoppato un poliziotto. Probabilmente gli avrebbero offerto il tè.)
Poi succede il miracolo all’italiana:
un carabiniere in servizio vede il collega accoltellato, spara al delinquente e… BAM! Tre anni di galera.
Santori, già bello caldo, rilancia: “Magari due anni per complicità al collega che s’è fatto accoltellare e gli ha dato l’assist!”
E giù autodenuncia ironica: “Sono veramente inka@@to: oh, il fascistaccio che sono!”
Nel frattempo, sotto al pezzo, i commenti fanno più rumore di una sagra col karaoke:
c’è chi dice che i giudici applicano le leggi che ci sono (e purtroppo ci sono davvero),
chi ricorda che senza poliziotti, personale giudiziario, carceri umane e tribunali informatizzati lo Stato va a pedali bucati,
chi confonde le “prigioni umane” con le “prigioni a cinque stelle”,
e chi prova a spiegare l’ovvio: scambiare l’assenza di regole per libertà è come scambiare il rosso al semaforo per un invito alla Formula Uno.
Poi arriva il gran finale:
c’è chi accusa il governo “fascista” che su ‘ste cose non cambia un gnente,
e chi butta lì la bomba: “Certi magistrati in Italia applicano le leggi al contrario, pare per divertimento.”
Morale della favola?
In Italia, se fai il tuo dovere armato di senso dello Stato rischi la cella.
Se invece fai il bandito creativo, magari ti tocca solo una bacchettata sulle nocche.
E tutti a chiedersi come mai la gente sia un filino… nervosa.
E ora tocca a voi, lettori:
la giustizia funziona così perché le leggi sono sbagliate, perché mancano mezzi e controlli, o perché abbiamo scambiato il caos per libertà?
Scrivetelo nei commenti, senza coltelli (al massimo con l’ironia).








Di surreale c’è solo questa propaganda fascistoide irrefrenabile e alla quale ormai è impossibile opporre qualsiasi ragionamento o discernimento di caso e caso. E alla quale anche l’Ortica si adegua.
Il prof. Santori, che è stato mio professore di greco e latino al liceo, aveva grande conoscenza e studio della materia. Su altre evidentemente preferisce amplificare il facile eco analfabeta che strumentalizza tutto.
Voglio dare scandalo: il carabiniere condannato a 3 anni (che se confermati non sconterà neanche in carcere) ha trovato giudici generosi. Il collega non è stato accoltellato, dal momento che l’unico segno di lesione era un’ecchimosi subita dal ladro nel tentativo di scappare, tanto che anche lui ha inseguito il ladro puntandogli la pistola.
L’altro carabiniere invece ha proprio sparato al ladro mentre scappava da una porta al di là della quale vi erano altri 5 carabinieri, quindi senza nemmeno possibilità di fuga. Ma non si può ritenere lecito, specie per un carabiniere che dovrebbe essere addestrato e a conoscenza delle leggi, sparare a un ladro in fuga, quindi ormai inoffensivo, perché un carabiniere non deve somministrare la pena di morte, deve operare secondo i principi della legittima difesa come tutti noi e anzi più di noi perché tutelare la legge è il suo mestiere.
Giuridicamente ha commesso un omicidio volontario, e se si volesse contestare qualcosa ai giudici potrebbe essere solo di aver stabilito che invece si tratta di un eccesso colposo di legittima difesa. Ma tale generosità ai giudici non è servita a niente: sono messi alla gogna dai Santori e dalle Ortiche di tutt’Italia.
Su questa propaganda da 4 soldi ci si vincono le elezioni, e poi quando si governa più che tentare di risolvere seriamente i problemi si fanno chiacchiere; tanto più i problemi si aggravano più la gente ragiona alla fascista. La politica non ha colpa, la colpa è dei giudici, e il ritornello poi fa a maggior ragione comodo perché tra un paio di mesi c’è un referendum.
Capisco l’indignazione, ma l’articolo non fa “propaganda fascistoide”: usa l’ironia (pesante, discutibile quanto vuoi) per dare voce a un sentimento diffuso di sfiducia verso il sistema. Il problema è che nel tuo commento si fa l’operazione opposta ma speculare: si riduce tutto a una lettura giuridica astratta, ignorando il contesto emotivo e sociale che pezzi come questo intercettano.
Sul piano del diritto hai ragione: sparare a una persona in fuga non è legittima difesa e nessuno chiede che le forze dell’ordine diventino dispensatrici di pena di morte. Ma l’articolo non sostiene questo; denuncia la percezione – giusta o sbagliata – di una sproporzione tra il trattamento mediatico e giudiziario di casi diversi, e il corto circuito comunicativo che ne nasce.
Il punto critico non sono “i giudici cattivi” né “il carabiniere eroe”, bensì il fatto che il dibattito pubblico venga alimentato a colpi di titoli, semplificazioni e sarcasmo, da una parte e dall’altra. In questo senso, l’Ortica non “si adegua”, ma fa esattamente quello che fa da sempre: esaspera, provoca, prende posizione.
Il rischio vero, su cui forse convergiamo, è che questa polarizzazione finisca per essere strumentalizzata politicamente. Ma liquidare tutto come analfabetismo o fascismo strisciante non aiuta a riportare la discussione sui binari della complessità: anzi, contribuisce allo stesso clima che si dice di voler criticare.
Eh no, cara Redazione, io non accetto l’essere messo a un polo del gioco degli opposti estremismi. Il vostro articolo dal titolo, all’immagine che l’accompagna, e via via fino alla “morale della favola” si schiera con un certo modo di vedere le cose, altro che ironia.
Voi date voce “a un sentimento diffuso di sfiducia verso il sistema”? E’ proprio questo il punto, perché se non mi fossi preso la briga di documentarmi un minimo, e non è stato facilissimo trovare un articolo sui fatti e non sul sensazionalismo, anch’io avrei dedotto che oggi un carabiniere che spara a chi accoltella un collega viene ingiustamente condannato da giudici ideologizzati e fuori dalla realtà.
Questo è il messaggio che è passato a reti unificate, con tanto delle solite chiose salviniane e meloniane sul “basta! provvederemo a tutelare chi fa il proprio mestiere” ( dai giudici che applicano la legge, s’intende), che trovano l’applauso generale.
Come se poi chi cerca di ragionare su questi problemi non fosse impressionato come e magari più degli altri a leggere del povero ferroviere ammazzato dal croato, o della ragazza stuprata e strozzata dal peruviano. I quali, magra consolazione perché due persone sono inaccettabilmente morte, dai giudici ovviamente sono stati messi “dentro” e non assoggettati a ridicole prediche e poi “tutti a casa chi s’è visto s’è visto”.
Ma che cazzo scrivete, che ste cose neanche le pensate?
Io non accetto che un uomo di cultura come il prof. Santori si riduca a esternare commenti da fermata dell’autobus o da bar sport e pateticamente cerchi il consenso vittimizzandosi “oh..il fascistaccio che sono!”
Lo trovo penoso e mi viene da dire ” Professore…ma chi ve lo fa fare?” Davvero a 80 anni passati ci si può ridurre a cercare facili consensi su facebook su questa fuffa come il più ignorante cercatore di follower?
Voglio rendermi ridicolo citando Julien Benda e i suo famoso( una volta…forse) “La trahison des clercs”, scritto negli anni 30 e che ha per oggetto il tradimento dell’uomo di cultura della sua funzione, che è quella di studiare, cercare e diffondere realtà e verità e non di ammiccare ai conformismi.
Poi sarebbe interessante parlare del perché le città sono piene di queste persone allo sbando e pericolose, del perché il croato e il peruviano col decreto d’espulsione possono continuare a circolare come mine vaganti, delle normative vigenti e di quelle auspicabili( se proprio si ritiene che il problema sia solo normativo), della situazione della giustizia e delle carceri.
Ma questo è difficile, ci vuole studio, fatica, intelligenza, umiltà, disponibilità a confrontarsi con visoni diverse dalla propria. Politica e informazione non lo fanno quasi mai perché in fondo disprezzano il popolo, seguono interessi propri e assecondano tutto quel che è funzionale a loro utili economici o politici.
Gentile lettore,
il suo intervento è articolato e pone questioni legittime, ma parte da un presupposto che non condividiamo: che raccontare un sentimento diffuso equivalga automaticamente ad avallarlo. Non è così.
Il nostro articolo non intendeva sostenere l’idea di giudici ideologizzati né alimentare letture semplicistiche o “a reti unificate” dei fatti. L’ironia – che può piacere o meno – era rivolta proprio alla narrazione urlata e polarizzata che domina il dibattito pubblico, non alla complessità dei temi né al dolore delle vittime, che nessuno qui minimizza.
Riteniamo, anzi, che il problema stia esattamente dove lei lo individua nelle ultime righe: nella difficoltà, sempre più rara, di affrontare questioni complesse senza ridurle a slogan, senza piegarle a consenso immediato, senza trasformare ogni fatto di cronaca in una clava ideologica. Su questo, almeno, siamo d’accordo.
Quanto al professor Santori, la critica al suo stile comunicativo è legittima quanto lo è il suo diritto di esprimersi. Non spetta a noi stabilire quale sia il modo “corretto” di intervenire nel dibattito pubblico, ma semmai provare a descriverlo, anche quando risulta scomodo o divisivo.
Infine: sì, sarebbe necessario discutere seriamente di espulsioni inefficaci, di marginalità, di carcere, di giustizia, di sicurezza. È difficile, richiede studio e fatica, come lei scrive. Ma il fatto che il dibattito pubblico spesso fallisca questo compito non significa che ogni tentativo di raccontarlo sia, di per sé, un tradimento della funzione culturale o informativa.
Il confronto critico è sempre benvenuto. Le letture univoche, da qualunque parte provengano, un po’ meno.
L’Ortica fa il suo sforzo localmente e pur con i limiti dell’ingenuità cerca di far ridere per non piangere e dare appigli al dialogo. Se poi non si “allinea” perfettamente con quel pensiero o con un altro lo fa sicuramente in buona fede e non per pregiudizi di sorta.
Invece su Euronews troverete un giusto conforto nell’ascoltare persone di alto livello culturale e politico che quotidianamente entrano nel merito di queste spinose questioni : guerra , sicurezza , accoglienza , eccessi di sicurezza ed di accoglienza , leggi e falsità varie , giustizia inadeguata con procedure obsolete e superate dalla realtà , differenze sociali ,il ritorno degli “Ismi” ..
Sono accadimenti epocali enormi a cui faticosamente si cerca cerca di dare soluzioni equilibrate , ma inefficaci se frammentate , non condivise . L’Europa tutta ha questi problemi ed ovviamente tutti i suoi stati membri. Un altro fatto , invece , e’ che alla gente al Bar viene da pensare : pensano che ci sono leggi inadeguate se un criminale , psichiatrico o di professione , viene lasciato libero di circolare sebbene fermato più volte armato o in flagranza di reato e alla fine sempre da uomo libero gli si consente di elevarsi al rango maggiore di assassino . Un fatto ancora e’ che in molti paesi europei ci sono da giorni manifestazioni spontanee a sostegno dei giovani Iraniani mentre da noi se ne parla e basta ….qualcosina a fine settimana ?
“ Se ci pungete non versiamo sangue, forse? “
Forse ?
Forse siamo un ex BelPaese con una sensibilità tutta particolare , accentuata da quella purulenta ferita post bellica di un paese diviso a metà tra chi la guerra la perse e chi non la vinse , un popolo che ripudia la guerra ma mai del tutto pacificato al suo interno .
Forse era meglio aver esiliato gli Italiani sconfitti invece che epurarli ? Mettere al confino o al muro “tutti” , non solo i vertici dei precedenti confinatori e fucilatori ? Neanche uno fosse sopravvissuto ora avremmo un Italia perfetta ? Pensiamo che lo potrebbero rifare gli attuali governanti ripristinando un regime autoritario ? Ma chi ci crede davvero ? Fratoianni con la Tesla ? Lui no di certo e poi la Tesla era della moglie , disse !
Di queste ed altre ricorrenti , annose , scivolose e quant’altro dolorose piaghe nostrane , parliamo al Bar ma al Bar Europeo .
Abbiamo una sola carta giusta da giocare e non dobbiamo sprecarla , guardiamo oltre e lontano , magari insieme .
Nei Bar ridono e bestemmiano quando uno cala la carta sbagliata .
Al Professore Santori non gli si può che voler bene , come si dovrebbe fare ricordando tutti i vecchi e cari Insegnanti incontrati nelle nostre vite .
Buonanotte….al secchio , e le corna al Podestà !
La gente ha tutto il diritto di fare deduzioni dai fatti come gli vengono rappresentati e nessuno è tenuto ( spesso la vita o le questioni sono così complicate che non ce lo si può permettere) a studiare questioni di diritto o a fare ricerche approfondite su come si svolgano effettivamente i fatti di cronaca.
Ma se le persone non fanno un minimo di sforzo e non accettano la complessità perché hanno l’illusione che sia comoda la semplificazione, spesso si verificano conseguenze storicamente tragiche.
Non è accettabile che politici e giornalisti distorgano i fatti o pensino solo a strumentalizzarli per fini propri e non d’interesse pubblico. E che uno come il prof. Santori, che qualche strumento più della media ce l’ha, si riduca a fare uscite su facebook di così basso livello.
A me sembra chiaro l’obiettivo di certe uscite di Salvini e dei meloniani su questa storia del carabiniere condannato( o meglio..di fatto graziato)…arrivare alla sostanziale immunità delle forze dell’ordine dando il messaggio che se si vuole più sicurezza non si può andare troppo per il sottile.
E’ lo stesso discorso trumpiano con questi corpi paramilitari che fanno scempio di legalità, ammazzano “a gratis” una innocua madre di 3 figli e hanno garanzia di immunità da parte del governo. Se si pensa che questa sia la soluzione auguri.
Se posso fare un ragionamento sul croato e il peruviano, la prima cosa che mi chiedo, come tutti, è perché fossero ancora in giro nonostante le condanne e il decreto d’espulsione. E il primo a giustificare la cosa dovrebbe essere il Ministero degli Interni.
Ho letto che per il peruviano non era ancora neanche aggiornato il certificato penale,e quindi niente misure cautelari, ma entrambi potevano essere rimandati al loro paese.
Se non si riesce nemmeno a rispedire un espulso in Croazia( mica in Nigeria o in Libia) posso pensare che chi è al governo strepita su queste cose quando c’è da vincere le elezioni ma poi non cava un ragno da un buco?
E lo stesso se non si riesce a rimandare uno in Perù, che non è una repubblica delle banane. Invece ho molto chiaro il ricordo pre elettorale dei deliri meloniani sul blocco navale, che piacciono tanto alla gente ( poi, vinte le elezioni, ho sentito La Russa dire: “ma che c’entra…un’opposizione ha il diritto di prospettare soluzioni anche se sono impraticabili..”).
Insomma…più che la soluzione si cerca la manipolazione e se poi si dovesse parlare di certi modi di vedere le cose esistenti a sinistra anche lì auguri.
A cosa serve questo artificio retorico del “forse era meglio aver esiliato gli italiani sconfitti invece che epurarli?”…”neanche uno fosse spravvissuto avremmo ora un Italia perfetta?”…
Nel giugno 1946 il Ministro della Giustizia Togliatti(!) promosse l’amnistia…quale epurazione? …nel successivo dicembre 1946 venne fondato, legale, il MSI…nel ’60, a 15 anni dalla liberazione, ci fu il governo Tambroni coi voti DC-MSI ed era un po’ troppo, nelle piazze naturalmente successe il putiferio.
Oggi gli eredi di quella tradizione politica sono al governo, e sono eredi perché così sostanzialmente si considerano loro. A parte quei non pochi di loro che smaccatamente ancora simpatizzano per il fascismo gli altri sono alla grande evoluzione di pensare non tanto il già discutibile ” il fascismo fece anche cose buone”, ma piuttosto ” il fascismo fece anche cose cattive”.
Rischiamo il ripristino di un regime autoritario? Se significa il partito unico, l’abolizione delle libertà e la ducetta a Piazza Venezia non c’è pericolo, non fosse altro perché la storia non si ripete, ma il rischio dell’autoritarismo non è così improbabile neanche da noi, perché è una tendenza mondiale che prescinde dai nostri caratteri nazionali, sembra lo spirito del tempo, il mondo è pieno di dittatori e aspiranti tali visti di buon occhio anche nei paesi democratici e sembra che la gente senta il bisogno di semplificazione piuttosto che di partecipazione…avere qualcuno da dargli le chiavi in mano e che ci pensi lui a mandare avanti il cucuzzaro, anche con un po’ di clava.
Avuta la Grazia …
Non sono in grado di disquisire sulle differenze tra le varie generose concessioni ai vinti, ma molti di quelli appartenenti ai vari ranghi dell’apparato burocratico e che, necessariamente, furono reintegrati nei loro precedenti ruoli, pur ridimensionati e controllati
(epurati ?), lo furono per evitare un problematico inizio alla nascente Repubblica Italiana.
Molti di quegli uomini erano rei di essere stati contemporanei dei loro tempi, la maggioranza in buona fede. Se la storia e la realtà ne ha ridefinito il percorso non e’ stato certo per un nobile gesto del Migliore, fu solo cinico pragmatismo, così furono “liberati” quei tutti. Sembrerebbe che in certi dibattiti qualcuno rimpianga tanta nobiltà d’animo sprecata.
Casomai sono i Padri Fondatori della Costituzione che hanno davvero fatto la differenza, con la stesura di una carta riconciliatrice che ci ha protetto, soprattutto i vinti da certi vincitori. Certo per una parte dei nuovi democratici il MSI poteva non essere nato ma forse sarebbe accaduto altro ed in altre forme, ma qui ci vorrebbe la visione di un profeta non il giudizio fatto con i se e con i ma, a posteriori, e magari delle controparti che hanno generato mostri analoghi.
Fin dal dopoguerra siamo stati profilati e riprofilati a più riprese ottenendo che non ci fosse mai vera pace ma solo tregue tra anni di boom economico, austerity e anni di piombo. In era di internet ancora c’è chi crede di essere padrone di se stesso? Più autonomi lo saremmo solamente uniti sotto la bandiera dell’Europa o non ne usciremo. Intanto nel mondo chi mostra la forza lo fa proprio per aver generato le divisioni Nazionali e quindi Europee.
Orbene in cosa consisterebbe la deriva autoritaria ? Nel desiderare che le persone fossero educate, rispettose, comprensive ma non dei deficienti da manipolare con instagram o roba simile? Si è neofascisti se non si gradiscono soprusi o violenze, e invece si è illuminati se si accetta l’autoflagellazione ed un senso di colpa continuo per essere “fortunati”?
La storia potrà dire chi è stato fortunato e chi no, ma forse per qualcuno una vecchia dottrina potrebbe far subito giustizia.
Scusate ma chi è veramente nostalgico di Mussolini e di Berlusconi se non la Sinistra? O buone o meno cattive le famose “cose” sono gli standard ripetitivi e logori che incessantemente, prima con Silvio e ora con Benito, si ascoltano e leggono ovunque. Un disco rotto che risuona evocando braccia col pugno chiuso nella speranza di aver ragione vedendo alzarsi braccia tese, ah l’amore dei bei tempi di gioventù..
Perfino un uomo indubbiamente intelligente come Paolo Mieli ha dovuto ripetersi per controbattere Montanari e le sue certezze su chi fossero i neofascisti oggi, cioè : Tutti
Buonanotte al secchio….e le corna allo Zar !
Nonostante le esortazioni (Suvvia! Or bene!) stento a capire questo filo conduttore vittimista. Io ho citato circostanze storiche per le quali mi sembra che quelli che tu chiami i perdenti in fondo, nel complesso perché ci sono state anche le vendette da guerra civile, se la sono ben sfangata, non solo a livello personale, ma anche per immediata possibilità di agibilità politica.
Sono d’accordo che non è questione di nobile gesto ma di pragmatismo politico, e del resto non è che stata una scelta solo di Togliatti o delegata a Togliatti. La pubblica amministrazione, la magistratura, di formazione culturale fascista, fu nella quasi totalità mantenuta.
La Corte Costituzionale, prevista nella Costituzione del 48 e istituita solo nel 56, per molti anni restò pochissimo operosa rispetto ad una legislazione ereditata dal ventennio che era piena di norme incostituzionali. Erano la magistratura, e anche un po’ l’avvocatura, per formazione culturale, a non rendersi conto di questo e a non proporre questioni di costituzionalità, oppure queste venivano rigettate.
Togliatti, impeccabile stalinista in Spagna contro gli anarchici e “giurista” del Comintern in Russia in ligia esecuzione dei voleri di Stalin (è stato un fuoriclasse a riuscire a salvarsi la pelle) e la nuova dirigenza governativa antifascista saranno stati anche cinici pragmatisti, ma in Europa c’era anche un cinico pragmatismo come quello di Franco, tanto caro al MSI, che vinta la guerra civile fece la festa a fors’anche 200.000 antifascisti (e quasi 500.000 scapparono in Francia) o quello dei Paesi caduti sotto l’influenza sovietica, dove l’epurazione s’allargò a chiunque, fascista o meno, potesse rompere le palle.
La “ratio” della Costituzione non è stata affatto riconciliatrice come dici, a parte la previsione del divieto di ricostituzione del partito fascista è tutta impostata nel far tesoro dell’esperienza storica negativa del fascismo, sia nel riconoscimento dei diritti fondamentali della persona che erano stati negati, sia nello strutturare uno Stato che per divisioni di poteri e bilanciamenti di ogni tipo potesse rendere impossibile altre esperienze antidemocratiche.
Se la tua domanda (mal posta, perché di nostalgici di Mussolini l’Italia è piena, e Berlusconi è stato fatto diventare dai media un simpatico santino da nostalgicamente e acriticamente adorare) è se veramente si crede che si voglia restaurare un governo di tipo fascista io posso rispondere che non ci credo e comunque non lo vedo possibile.
Se invece si parla in senso più lato di dare allo Stato una caratterizzazione di carattere autoritario io mi sento in proposito molto meno tranquillo, se è permesso ritenere per esempio Orban un parafascista e Trump un pericoloso aspirante Caligola, e vederli cordialmente sostenuti dal nostro governo che sembra ansioso di imitarli in tante cose; se è permesso preoccuparsi delle tendenze neonaziste in Germania, di quelle dell’estrema destra francese, e di certe sparate di chi è al governo.
Tutto il discorso era partito, per ricucire le fila, dal mal operato di un poliziotto che è costato una vita umana e, pur trattato in giudizio coi guanti, viene trasformato nella vittima di un sistema giuridico-penale che tutelerebbe i delinquenti e perseguiterebbe i tutori dell’ordine.
Essere controcorrente rispetto alle strumentalizzazioni salvianiane-meloniane e al “buon senso” vittimista alla prof. Santori (e, se permetti, senza offesa, anche al tuo) lo considero come il minimo che posso fare contro quest’onda “fascistoide” che sembra irrefrenabile (la chiamo così perché mi diverto a vedere quelli che reagiscono col “ma che esagerazione, so’ mica fascista io… e quindi posso legittimamente aspirare a una Repubblica di pistoleri”).
Salve, non credo che in questo sterile ma gentile scambio, di gusto vintage, riusciremo a bilanciare alcunché dei rispettivi punti di vista. Personalmente non temo nulla di quello che Lei prospetta imminente, ma che l’abuso di potere debba essere condannato e prevenuto, questo va da sé, come il voler bene alla Mamma… o al Prof. Santori.
Vedremo, sono ottimista perché i cittadini, non praticanti ortodossie, sono i primi a desiderare che quei contrappesi continuino a fare il loro utile lavoro. Tutti hanno figli, amici, affetti che non vogliono veder strappati dalla loro quotidianità in uno Stato di Polizia.
Vittimismo di che, suoniamo un altro disco rotto? Se ridicolizziamo il buonsenso con marchi a fuoco indelebili, possiamo anche burlarci della bontà dei valori dei Migliori.
Un tempo molto lontano era valida la massima che le colpe dei Padri non ricadessero sui Figli, poi non pochi l’hanno ribaltata retroattivandola ante Risorgimento, qualcuno prima dei Greci.
Spero in uomini e donne di buonsenso che un’Europa davvero compiuta aiuti a superare questi gravi rancori nazionali.
Per me finisce qui e senza rancore.
Buongiorno… al secchio, e le corna al Migliore… e a Salvini!