C’è chi a Montevarchi si ferma al semaforo e chi invece, fermarsi, lo considera un optional. È successo a l’ex consigliere regionale Fabio Roggiolani, tamponato in pieno giorno, in viale Diaz, davanti al vivaio Losi: strada piena, ora di punta, insomma il posto ideale per fare i furbi… o per dimostrare d’esser bischeri.
Il nostro viene centrato dietro mentre sta buono buono fermo. Colpo di frusta, paura doppia perché la schiena è fresca di officina, e il “fenomeno” che fa? Prima si affaccia allo sportello tutto educato: «Scusi, ci penso io». Poi aggiunge il capolavoro: «Vado a mettere le quattro frecce». E infatti le ha messe… ma su un’altra strada, sparendo come il vino bono a tavola.
Risultato: Roggiolani finisce al Pronto soccorso della Gruccia, esce la sera tardi, più ammaccato nell’orgoglio che nel fisico, mentre il pirata pratica la specialità olimpica della fuga vigliacca. Però – e qui casca l’asino – Montevarchi non è il Far West che qualcuno racconta: 118 in cinque minuti, vigili urbani sul pezzo e lavoro certosino degno di chi ha pazienza e memoria lunga.
E infatti il genio incompreso è stato rintracciato. Foto alla mano, riconosciuto senza se e senza ma. Fine della corsa. Altro che “non m’hanno visto”: ti hanno visto eccome, studiato, ritrovato e ora si passa all’incasso… quello della giustizia.
Roggiolani, che non cerca vendette ma lezioni di civiltà, l’ha detto chiaro: chi scappa peggiora tutto e dimostra di non essere degno neppure del clacson. E i commenti? Una sfilata di applausi: chi spera in una punizione esemplare, chi ricorda che chi scappa per un graffio scapperebbe anche peggio, e chi brinda al fatto che, alla fine, i furbi la fanno franca solo nei racconti da bar.
Il suo post su facebook è accompagnato da questa rappresentazione grafica non riferita a fatti o persone reali. Qualsiasi somiglianza è solo colpa del topo.
Morale dell’Ortica: puoi anche fare il pirata, ma senza mare, senza nave e senza cervello. E prima o poi qualcuno ti pesca. E ti rimette in porto.


