(Cronache semiserie dal Palazzo, dove le scadenze politiche arrivano sempre… dopo il caffè)
Oh via, gente, segnatevi la data: metà marzo 2026. No, non perché c’è la sagra del fritto o perché riapre il Porcinai, ma perché lì finisce il mega-concorso per scegliere il nuovo comandante della polizia locale.
Le prove? A febbraio.
L’esito? A marzo.
Il tempismo? Da manuale… di strategia politica spicciola.
Secondo il capogruppo di Arezzo 2020, Francesco Romizi, l’amministrazione di centrodestra prossima alla scadenza avrebbe tirato fuori dal cappello l’ultimo coniglio: “un concorso politicamente inopportuno”.
Traduzione vernacolare: un colpo di coda che manco un gatto incazzato.
Link: Nota del capogruppo di Arezzo 2020 Francesco Romizi
Romizi non le manda a dire: “Dopo 11 anni di governo, proprio all’ultimo secondo – minuto 90, recupero incluso – ti scegli il comandante nuovo nuovo, per un ruolo delicatissimo, capo di quasi 100 vigili, cardine delle politiche di sicurezza…”.
E aggiunge: “Questa è arroganza politica. Manco il galateo istituzionale gli è rimasto!”.
E come se non bastasse, c’è anche il rischio di salutare definitivamente un comandante “di strada”, aretino verace, uno che conosce le buche e i semafori della città come le sue tasche: Aldo Poponcini.
Romizi dice che bastava una deroghina, giusto qualche mese, e Poponcini avrebbe chiuso il suo mandato come si conviene: insieme alla fine di quello politico.
Insomma: vo’ lascià lavorà la gente fino alla porta, o no?
Ma niente, secondo Romizi la nuova amministrazione — chiunque vinca — si ritroverà in dote un comandante scelto dalla vecchia, come il regalo indesiderato che ti tirano dietro a Natale: “Non lo posso cambiare, ma che lo tengo a fare?”.
Dal Palazzo risposte non se ne sentono.
Ma tranquilli: il concorso sì.


Con l’opposizione sveglia che c’è in città questi vinceranno le elezioni per altri 10 anni minimo, quindi tanto vale scelgano sin da ora il capo dei Vigili.
Il quale peraltro, perlomeno per gli ingenui come me, dovrebbe avere un ruolo tecnico, non politico. Che fa, se poi vince l’attuale opposizione rema contro?
Semmai ci sarebbe da controllare che non si faccia un concorso preconfezionato,tipo “non occorre la laurea” ( sottotitolo: sennò quello non lo può vincere) come altrove in questo sito è stato scritto essere accaduto, anche se poi oggi per le laure basta pagare, puoi dare 2 esami insieme di domenica e magari diventi anche ministro.
Quanto al comandante “verace” che conosce le buche e i semafori della città come le sue tasche, direi che per conoscere tutte le buche di Arezzo bisognerebbe essere ai livelli di Pico della Mirandola, troppe ce ne sono, e il “verace” quantomeno non conosceva il semaforo di Porta San Lorentino, che è stato lasciato non funzionante per più di una settimana senza che si vedesse un vigile a regolare gli ingorghi mattutini.