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venerdì, Gennaio 23, 2026
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Tari ad Arezzo: aumenta, ritarda e ti arriva quando gli pare

La tassa corre… o meglio cammina piano: arriva quando gli pare e scade quando vuoi te (forse)

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Arezzo – Ci risiamo: la TARI è come un temporale d’agosto. Arriva quando meno te l’aspetti, ti rovina i piani, e quando te ne accorgi sei già fradicio e in ritardo
Quest’anno, oltre ai soliti rincari che levano l’appetito, a molti aretini l’avviso è arrivato con la scadenza per il giorno dopo. A qualcuno, addirittura, dopo la scadenza! Roba che anche Nostradamus, con tutti i suoi calendari, avrebbe grattato la testa.

Chi ha chiesto lumi all’ufficio tributi racconta che la responsabilità sarebbe stata scaricata sul servizio postale privato cui il Comune si è affidato: «Noi si manda, poi lui se la prende comoda… mica possiamo inseguirlo!».
La versione burocratica del “il compito l’avevo fatto, l’ha mangiato il cane”.

In più — e qui si entra nel cabaret — pare che con la nuova normativa il Comune manco sia obbligato a mandare l’avviso. Tradotto in lingua popolare:
“La tassa te la calcoli da solo, la paghi da solo e magari te la consegni da solo su un vassoio d’argento”.
Per evitare ulteriori ritardi, è stata persino proposta una mail per inviare comunicazioni: insomma, ora tocca al cittadino anche fare il postino.

E a questo punto la domanda è d’obbligo come il caffè dopo pranzo:
prima di affidare il servizio, qualcuno ha chiesto se le lettere arrivavano a passo d’uomo o a passo di tartaruga sonnacchiosa?
Sono state chieste garanzie? Verifiche? Una prova cronometrata almeno contro un piccione ben allenato?

Su questo interviene il consigliere comunale Michele Menchetti (Lista Indipendente Per Arezzo), che con una nota solleva il problema e non le manda a dire:

«La mia sensazione è che, a prescindere da chi governa Arezzo, certi sistemi non li tocca nessuno: destra o sinistra, la musica non cambia. Questi temi sono gestiti con superficialità e poco rispetto verso i cittadini. Il mio impegno e quello della lista Per Arezzo sarà quello di rivedere le dinamiche e mettere il cittadino al primo posto».

Che forse è proprio ciò che serve: meno scaricabarile, più responsabilità.
Perché qui si paga, si aspetta, si rincorre la scadenza… e alla fine, tocca pure dire grazie.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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