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venerdì, Gennaio 23, 2026
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Arezzo, città d’arte… ma senza un cesso!

Arezzo: si visita camminando… e trattenendo

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E ora il PD fa la faccia sveglia… dopo anni di pennichella!

Arezzo città turistica, dicono. La Firenze in miniatura, la culla della cultura, il centro storico tutto bello bello… sì, ma se ti scappa? Ti arrangi.
Perché in centro, dai Portici a Via Vittorio Veneto fino al terminal dei bus – con più gente che in Corso Italia– l’unica cosa pubblica è l’aria.
Bagni zero.
Neanche uno.
Manco a pagarli in oro.

E ora – trombe squillanti! – il PD fa finta di essersi svegliato: “Oh mamma mia! Mancano i bagni!”.
Ma nossignori, la notizia non è fresca: sta lì a marcire dal giugno 2022, quando il Comitato Spazio al Centro, armato di firme e fotografie indecenti, è andato in Comune a dire: “Oh raga, qui i bagni manco esistono. O se esistono sono chiusi a chiave come il Tesoro dei Medici!”
Petizione fatta, denuncia presentata, e Arezzo continua a presentarsi come città turistica mentre i visitatori si chiedono solo una cosa:

“Ma un bagno dove diamine lo trovo?”
Risposta: In Narnia, forse.

Intanto residenti, anziani, famiglie, gente con problemi di salute… tutti a sperare che la vescica sia collaborativa. Perché se uno ha un’urgenza, ad Arezzo l’unica alternativa è pregare San Donato o cercare un bar sperando che il gestore non ti dica:
“Bagno? Prima un caffè, un panino, un bicchiere di rosso, tre paste e firmi qui sotto.”

E hanno ragione i baristi: che fanno, servizio pubblico forzato? Con tanto di timbro comunale sul water? Non scherziamo.

Siamo nel 2025, eh. Nel mondo civilizzato i bagni pubblici ci sono, funzionano e magari si paga un euro. Ad Arezzo invece stiamo ancora al livello Medioevo Deluxe: turismo sì, pipì no.

La domanda è una:

vuole essere accogliente davvero o solo a chiacchiere da conferenza stampa?

Perché l’inclusività non parte dalle grandi parole, ma dal fatto che se uno ha un bisogno urgente non deve fare il pellegrinaggio del WC inesistente.

E allora cari amministratori — ieri dormienti, oggi semisvegli — meno proclami e più cessi.
Perché una città si giudica dai servizi…
e al momento Arezzo, più che città d’arte, pare città “dell’arte dell’arrangiarsi”.

🧻 Sezione Commenti: Il popolo sul trono ha parlato
Alfredo  
«Da piangere… 🤕😡»

Claudio 
Critica l’argomento e chiede:
«Perché quando governavate voi non li avete sistemati? Ora vi ricordate solo per attaccare chi c’è adesso?»

Simona  
«Bagni pubblici sì, anche a pagamento, ma puliti. Se non si costruiscono, almeno bagni chimici ben gestiti.»

Rolenzo  
Segnala che alcuni bagni esistono (come al centro informazioni) e critica i post politici fatti “frettolosamente”.

Martina 
«Non è una novità, è sempre stato così. Anche all’Eden, al Pertini… e spesso ci si arrangia con i bar.»

Massimo J.  
Ricorda con ironia il passato:
«Una volta c’erano quelli famosi in Piazza del Popolo. Esperienza mistica, alla “buca delle nane”.»

Massimo D.
«I turisti vengono solo per quello? Ma per favore!»

Gabriele Joe
«Si possono fare bagni pubblici a pagamento come nelle altre città turistiche toscane.»

Andrea
«A 50 metri ce ne sono di nuovi e puliti, sotto le Logge.»

Filippo
«Spero sia nel programma.»

Gabriele 
«Il problema è anche il vandalismo: vengono distrutti continuamente.»

Fabrizio 
«Esistono bagni da cantiere molto curati, per esempio in via Giotto.»

Paolo  
«Con tutti i problemi che ha Arezzo pensate ai bagni?» (risate incluse)

Mario  
«In Giappone e nel Nord Europa i bagni pubblici sono eccellenti. Questione culturale più che politica.»

Marco
«È una mancanza storica.»

Alba 
Allarga la questione:
«Non solo bagni, ma strade rotte, erbacce, degrado… l’accoglienza manca ovunque.»

 Lucia 
«I bar spesso aiutano, per fortuna.»

Paola 
«È inaccettabile per i cittadini prima ancora che per i turisti.»

Mirco 
«Mancano da sempre. Chi critica oggi governava ieri.»

Carla 
«Argomento troppo debole per farci politica.»

Linda 
«Prima c’era quello della stazione, ora nemmeno quello. E pure la sicurezza è peggiorata.»

Claudio 
«Vai a Firenze e poi ne riparliamo.»

Paolo 
«Bagni sì, ma più numerosi e presidiati.»

Amerigo 
«Prima a sinistra, ora a destra: la situazione non cambiava comunque.»

Gianni  
Commento molto duro e offensivo verso il PD (omesso nelle parti insultanti). La rabbia social non manca.

 Alain 
«Affinità elettive.» (enigmatico e filosofico)

Campodimarte Libero
«Arezzo turistica per mezza piazza e un crocifisso

Didi Ma
«Non è l’unica città messa così.»

Conclusione
Il web si divide, la vescica no.
E mentre la politica litiga su chi doveva pensarci prima,
il cittadino continua a cercare un bagno come si cerca l’arca perduta.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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