Oh, finalmente una buona notizia: Natale arriva in anticipo per i pensionati al minimo! Lo Stato, commosso come un cinghiale davanti al presepe, ha deciso di allungargli in tasca un aumento clamoroso: 3 euro e 12 centesimi.
State calmi però, eh… non vi montate la testa. Son soldi pubblici: non vorremmo mai che i pensionati iniziassero a sperperare il patrimonio nazionale in caffè, merendine o addirittura due bigodini di ricambio.
Oh, roba da far tremare l’economia mondiale: Wall Street è già in panico.
Lo Spi Cgil li chiama “aumenti vergognosi”.
E come dargli torto? È l’unico caso al mondo in cui per vedere il risultato dell’aumento ti serve non la calcolatrice, ma un microscopio elettronico gentilmente prestato dall’Università.
E ci tengono a precisare: non vergognosi come quando ti presentano il conto al ristorante dopo aver ordinato solo l’acqua naturale. Peggio.
La famosa “perequazione” all’1,4% serve più o meno quanto una forchetta nel brodo. E quel pochissimo che arriva viene risucchiato da Irpef e addizionali come un aspirapolvere tarato su “Estinzione totale”.
Gli esempi fanno venire i brividi (e non per il freddo).:
— Da 616,67 a 619,79 euro: +3,12. Una cifra assurda: pare che a Montecitorio qualcuno abbia gridato “Basta coi privilegi!”.
— Una pensione di 632 euro passa a 641: +9 euro, giusto il necessario per comprare… boh, un mezzo detersivo?
— 800 euro → 850: sempre +9 euro, così si evita che qualcuno si monti il capo.
— 1.000 euro → 1.011: +11 euro, roba da scegliere se comprarsi un panettone o un pezzo di panettone.
— E per chi “nuota nell’oro” con 1.500 euro lordi: +17 euro, una cifra talmente alta che si raccomanda di non spenderla tutta in un giorno, sennò poi il mese è lungo.
E nello Spi Cgil lo dicono chiaro: questi numeri non recuperano un bel nulla, non servono a fermare la povertà, non servono a ridare dignità.
Non solo non si recupera un accidente della perdita di potere d’acquisto, ma si continua ad andare dritti verso un futuro in cui il pensionato, per far quadrare i conti, dovrà scegliere se accendere il riscaldamento o solo guardarlo.
E il rischio è pure di creare nuove disuguaglianze! Che poi, diciamolo: con aumenti così, l’unica disuguaglianza che si crea è fra chi ride per non piangere e chi piange per non ridere.
Il sistema, così com’è, crea un dubbio atroce:
ma davvero, per qualcuno, 3 euro al mese sembrano un aumento serio?
In attesa della riforma che non arriva mai, ai pensionati non resta che consolarsi col regalino di Natale statale:
un aumento talmente piccolo che anche il Grinch, a confronto, pare generoso.
Insomma, una riforma seria servirebbe come l’aria…
Nel frattempo, però, Buon Natale ai pensionati: la calza è piccola, l’aumento pure, ma l’ironia – be’, quella rimane sempre gratis.
Buon Natale… e non spendeteli tutti in una volta!

