L’Arezzo batte anche l’Ascoli e allunga sulle pretendenti alla promozione diretta. Se alla vigilia della gara di Ravenna, osservando il calendario delle trasferte fino a fine novembre, un brivido correva lungo la schiena e la speranza era soprattutto quella di limitare i danni, oggi possiamo affermare che gli amaranto si sono guadagnati sul campo il titolo di “squadra da battere” e non possono più nascondersi.
È vero che il campionato è ancora lungo e che la selezione decisiva arriverà in primavera, ma è altrettanto vero che l’Arezzo esce dalla gara di Ascoli con la consapevolezza di essere l’organico più forte del girone.
Non è stata una bella partita. A dispetto degli addetti ai lavori che, alla vigilia, la presentavano come una gara come le altre (cosa comprensibile), sin dall’inizio si è capito che non sarebbe stato così. L’Arezzo, per tutto il primo tempo, ha pressato alto e con aggressività, impedendo ai padroni di casa di ragionare. In questa fase si contano due conclusioni nello specchio per i toscani, con Varela e Pattarello, e una per l’Ascoli con Pagliai, che impegna Venturi alla deviazione in angolo. Il gioco è spezzettato e, con il passare dei minuti, anche il nervosismo aumenta, rendendo i falli quasi sistematici. Si va al riposo sullo 0-0, con due ammoniti per parte.
La ripresa comincia con gli uomini di Tomei più intraprendenti, che schiacciano l’Arezzo nella propria metà campo. La squadra di Bucchi deve quindi cambiare atteggiamento: si abbassa, copre gli spazi e prova a ripartire in contropiede sfruttando gli ampi varchi lasciati dai bianconeri. L’Ascoli colpisce anche una traversa, in modo fortunoso, su un cross di Silipo che si trasforma in un tiro. Nonostante il netto predominio territoriale, i padroni di casa non riescono mai a rendersi realmente pericolosi.
Al 28’, su un contropiede, la palla arriva a Varela che libera Righetti per il cross. Pattarello calcia al volo di sinistro e supera Vitale: è il gol del vantaggio. L’Ascoli continua a cercare spazi, ma senza ottenere risultati concreti. Nel frattempo Bucchi richiama in panchina Varela e Pattarello, inserendo Gigli e Tito. Lo schema tattico non cambia e l’Arezzo sfrutta ancora una ripartenza per il raddoppio: Ravasio, subentrato a Cianci, serve Chierico, che si invola verso la porta e realizza la sua terza rete stagionale a tu per tu con il portiere. L’ultima parte di gara non ha storia ed è un trionfo amaranto.
La vittoria ha un valore doppio perché ottenuta da una squadra rimaneggiata per infortuni e squalifiche. Bucchi si presenta infatti al Del Duca con un inedito 4-2-3-1, sulla carta sbilanciato, e una panchina in cui siedono Ravasio e Mawuli (poi entrambi subentrati) non al meglio della condizione.
Questa sera gli amaranto, con 38 punti, guidano la classifica con 3 lunghezze sul Ravenna e ben 7 sull’Ascoli. Domenica alle 14:30 turno casalingo contro la Sambenedettese: al Città di Arezzo è atteso il pubblico delle grandi occasioni.
Foto: S.S. Arezzo





