Cinque educatrici dell’asilo nido di Soci, frazione del comune di Bibbiena (Arezzo), sono state iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo per la morte del piccolo Leonardo, il bimbo di due anni deceduto dopo che il laccetto della felpa si sarebbe impigliato in una pianta mentre giocava nel cortile. Gli avvisi di garanzia, notificati dalla procura di Arezzo, rappresentano un atto dovuto in vista dell’autopsia, così da consentire ai destinatari di nominare consulenti tecnici che potranno assistere all’esame medico-legale.
Non è indagata la maestra che per prima ha tentato di salvare il piccolo Leonardo, la donna, che non era ancora in servizio al momento dell’incidente, si è accorta del bambino in difficoltà appena arrivata nella struttura mercoledì 12 novembre. Si è precipitata nel boschetto dei giochi, lo ha liberato e ha dato il via immediato ai soccorsi.
Il personale presente al momento dell’incidente era composto da 14 addetti. L’autopsia, disposta dal pm Angela Masiello, è prevista per l’inizio della prossima settimana e dovrà chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto, oltre a verificare eventuali responsabilità nella vigilanza.
Secondo le prime ricostruzioni, le educatrici avrebbero tentato ripetutamente di rianimare Leonardo fino all’arrivo dei soccorsi del 118, ma ogni tentativo è risultato vano. L’asilo nido «Ambarabà Ciccì Coccò» rimane sotto sequestro. I carabinieri di Bibbiena, che conducono le indagini, hanno acquisito anche le immagini di una telecamera privata puntata sul cortile, che potrebbe aver ripreso i momenti decisivi dell’incidente.
La morte del piccolo Leonardo Ricci continua a sconvolgere la comunità e a rafforzare la richiesta di chiarezza. Accanto alle indagini della magistratura, anche la cooperativa sociale Koinè — che gestisce il nido — ha istituito una commissione interna per svolgere verifiche autonome, senza interferire con l’operato degli inquirenti. La cooperativa ribadisce di aver consegnato agli investigatori tutto il materiale richiesto e conferma «piena fiducia nel lavoro della magistratura».
Koinè precisa inoltre che, al momento dei fatti, erano in servizio otto educatrici, quattro assistenti, la cuoca e l’aiuto cuoca, per un totale di 14 addetti a fronte di 60 bambini, un rapporto definito «in linea con la normativa vigente». Tutto il personale è descritto come formato e aggiornato, mentre gli spazi interni ed esterni dell’asilo risultano «conformi alle certificazioni previste».
Riguardo alla pianta sulla quale si sarebbe impigliato il laccetto della felpa, la cooperativa chiarisce che non si tratta di un elemento decorativo del giardino, ma di parte di un progetto didattico, sottoposto a regolare manutenzione.


