(Cronache semiserie dalla giungla urbana aretina)
Arezzo, Torrente Castro.
Mentre una garzetta – o quel che pare una garzetta, comunque un uccello più serio di tanti cristiani – se ne sta tranquilla a pescare nell’acqua bassa, a due metri da lei giace un monopattino elettrico spiaggiato come un cetaceo metallico… lì, fermo, immobile, da mesi.
Pare sia stato lanciato giù dal ponte, quello davanti al Teatro Tenda, probabilmente da qualche fenomeno del divertimento serale, quelli che “oh raga guardate come vola!”.
E infatti vola… dritto nel torrente, dove da allora fa da arredo urbano abusivo.
Uno spettacolo che più “ecologico” non si può:
da una parte la natura che prova a sopravvivere, dall’altra un monopattino morto ammazzato che galleggia tra i sassi, incastrato nelle radici.
Un contrasto poetico, quasi commovente… se non venisse voglia di lanciare giù dal ponte anche gli autori del gesto (metaforicamente, eh!).
Perché ai vandali qualcuno dovrebbe spiegarlo:
dietro al loro “scherzetto” ci stanno conseguenze ambientali, mica storielle.
Le batterie al litio non sono caramelle: se si rompono possono inquinare l’acqua, il suolo e rovinare un ecosistema che già fa fatica da solo.
E oltre al disastro ecologico, c’è pure quello economico: l’azienda di sharing, che probabilmente ha già fatto il funerale al mezzo, ci rimette soldi ogni volta che un genio decide di sfogare la creatività.
Speriamo che ‘sto benedetto rottame venga rimosso prima o poi.
Ma tanto, diciamolo, i danni veri ormai li ha fatti: mesi a mollo, mezzo ricoperto di alghe, sassi, rami e gloria.
Uno scenario purtroppo non nuovo: monopattini abbandonati ovunque, nei fossi, sugli alberi, nei cassonetti, e ora pure nel Castro… manca solo di trovarne uno a galleggiare nel brodo della ribollita.
Intanto la garzetta, ignara, continua a pescare.
Lei sì che c’ha stile.
Noi, un po’ meno.








Scusate il “pierinismo” e la pignoleria. Per correttezza e chiarezza, l’uccello della famiglia degli Ardeidi ritratto ella foto è un airone cenerino (Ardea cinerea), riconoscibile dalle striature laterali nere sulla testa e dal becco arancione. Non si tratta di una garzetta (Egretta garzetta), che invece ha il becco nero e un piumaggio completamente bianco. Il colore chiaro del piumaggio nella foto probabilmente deriva dalla sovraesposizione luminosa. Un saluto dal vostro ornitologo 🙂
Grazie davvero per la tua precisazione così dettagliata e competente! Il contributo è prezioso e aiuta a rendere l’articolo ancora più accurato. Apprezzo molto il tempo che hai dedicato a spiegare la differenza tra le specie e a condividere il tuo occhio da vero esperto. Un saluto e grazie ancora!
E’ un piacere per me mettere a disposizione la mie goccioline di sapere nell’oceano dell’informazione globale. Il tempo dedicato alla corretta divulgazione scientifica non è mai tempo perso o sprecato. Per il resto della situazione descritta dall’articolo non c’è da aggiungere altro, se non la profonda amarezza ed il senso di impotenza di fronte ad una catastrofe culturale verso cui la nostra società sembra avviata e della quale quel monopattino gettato (o traventato, come si direbbe ad Arezzo) nell’alveo del Castro è una piccolissima ma significativa testimonianza. Spero possa essere un fenomeno reversibile, ma nutro forti dubbi. Un caro saluto.