Svolta nel processo a carico di Sandro Mugnai, l’artigiano di San Polo che nel gennaio 2023 uccise il vicino Gezim Dodoli mentre, alla guida di una ruspa, stava distruggendo la sua abitazione e le auto di famiglia.
Nel corso dell’udienza in Corte d’Assise ad Arezzo, il pubblico ministero Laura Taddei ha chiesto una condanna a 4 anni di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa, escludendo l’omicidio volontario.
Secondo la procura, Mugnai avrebbe reagito in modo precipitato e sproporzionato rispetto all’aggressione, seppur grave, sparando più colpi di carabina verso la cabina del mezzo meccanico. Le perizie balistiche hanno ricostruito la traiettoria dei colpi che uccisero Dodoli.
A motivare la reazione, secondo il magistrato, la volontà di proteggere i familiari che si trovavano in casa, tra cui la madre con difficoltà motorie. Tuttavia, per il pm, l’imputato avrebbe potuto valutare altre opzioni prima di sparare.
Il caso aveva suscitato forte eco in città e nel territorio, con numerose fiaccolate in sostegno dell’artigiano e l’interessamento di personalità politiche, tra cui il generale Vannacci.
Il procedimento è alle battute finali: dopo la parola alla parte civile e alla difesa, la Corte d’Assise – presieduta da Anna Maria Loprete – si esprimerà con il verdetto a inizio dicembre.
In origine l’accusa era già stata formulata come eccesso colposo di legittima difesa, mas il giudice dell’udienza preliminare aveva chiesto la riformulazione in omicidio volontario. Successivamente un altro giudice aveva scarcerato Mugnai ritenendo invece configurabile la legittima difesa.
La vicenda rimane al centro del dibattito pubblico, spaccando l’opinione tra chi giustifica la reazione dell’artigiano e chi la ritiene sproporzionata.



