HomeSatira civicaQuali bandiere per quali morti? L’ipocrisia delle guerre dimenticate

Quali bandiere per quali morti? L’ipocrisia delle guerre dimenticate

Dalle piazze alle bandiere: quando la solidarietà diventa selettiva e le vittime non hanno tutte lo stesso peso

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Quali bandiere per quali morti? L’ipocrisia delle guerre dimenticate

Dalle piazze alle bandiere: quando la solidarietà diventa selettiva e le vittime non hanno tutte lo stesso peso

Ogni volta che si accende una crisi internazionale, vediamo nascere cortei, bandiere, slogan. Oggi è la volta della flottiglia per Gaza, ieri era quella per lo Yemen, ma quante altre tragedie abbiamo lasciato cadere nel silenzio? Cinquecentomila vittime nello Yemen, spesso colpite anche da bombe vendute dai Paesi europei; oltre centomila morti in Libano a causa degli attentati fratricidi di Hezbollah; senza contare la lunga storia di persecuzioni contro i curdi, portate avanti da Iran, Turchia e Siria.

La domanda è scomoda ma necessaria: quante bandiere dovremmo sollevare, quanti simboli portare in piazza, se davvero volessimo rappresentare tutti i popoli massacrati? Il rischio è di scegliere di volta in volta chi merita memoria e chi no, a seconda delle simpatie politiche o della copertura mediatica.

Finché non riusciremo a guardare a tutte le vittime con lo stesso dolore e la stessa indignazione, continueremo a vivere nell’ipocrisia delle guerre selettive e della solidarietà a geometria variabile.

2 COMMENTI

  1. Quale bandiera ? Quella che meglio rappresenterebbe certa natura umana e la sottile linea tra qualsiasi Potere e le sue conseguenze , come ai tempi della Filibusta…La Jolly Roger 🏴‍☠️

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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