Ogni volta che si accende una crisi internazionale, vediamo nascere cortei, bandiere, slogan. Oggi è la volta della flottiglia per Gaza, ieri era quella per lo Yemen, ma quante altre tragedie abbiamo lasciato cadere nel silenzio? Cinquecentomila vittime nello Yemen, spesso colpite anche da bombe vendute dai Paesi europei; oltre centomila morti in Libano a causa degli attentati fratricidi di Hezbollah; senza contare la lunga storia di persecuzioni contro i curdi, portate avanti da Iran, Turchia e Siria.
La domanda è scomoda ma necessaria: quante bandiere dovremmo sollevare, quanti simboli portare in piazza, se davvero volessimo rappresentare tutti i popoli massacrati? Il rischio è di scegliere di volta in volta chi merita memoria e chi no, a seconda delle simpatie politiche o della copertura mediatica.
Finché non riusciremo a guardare a tutte le vittime con lo stesso dolore e la stessa indignazione, continueremo a vivere nell’ipocrisia delle guerre selettive e della solidarietà a geometria variabile.

Quanti militari italiani sono stati e sono impegnati in queste “guerre dimenticate”?
Quante armi, quante bombe, quante munizioni italiane?
Quale bandiera ? Quella che meglio rappresenterebbe certa natura umana e la sottile linea tra qualsiasi Potere e le sue conseguenze , come ai tempi della Filibusta…La Jolly Roger 🏴☠️