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Arezzo scopre il teletrasporto: strada chiusa, ma il cartello è previsto solo all’arrivo

A Villalba San Marco il vero intervento contro il rischio idraulico è mettere alla prova la pazienza degli automobilisti: chi passa dalla Mossa scopre il cantiere solo quando ci sbatte contro

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Arezzo scopre il teletrasporto: strada chiusa, ma il cartello è previsto solo all’arrivo

A Villalba San Marco il vero intervento contro il rischio idraulico è mettere alla prova la pazienza degli automobilisti: chi passa dalla Mossa scopre il cantiere solo quando ci sbatte contro

Le avventure della viabilità aretina-Piccoli disagi, grandi capolavori burocratici

Ad Arezzo l’innovazione viaggia veloce. Talmente veloce che la segnaletica preventiva è stata dichiarata ufficialmente superflua. Del resto, perché avvisare gli automobilisti che una strada è chiusa quando possono scoprirlo da soli, direttamente davanti alle transenne?

Succede nella zona di Villalba San Marco, dove i lavori per la riduzione del rischio idraulico stanno procedendo con buon ritmo. Fin qui tutto bene. Il problema arriva quando si percorre la strada dalla Mossa verso Santa Firmina passando dal sottopasso ferroviario.

Il viaggio inizia sereno, nessun cartello, nessun avviso, nessun indizio. Si procede fiduciosi pensando che, se ci fosse una strada chiusa, qualcuno l’avrebbe pure scritto da qualche parte. Invece no. Dopo circa un chilometro compare la sorpresa: strada sbarrata. Fine del gioco. Premio speciale: inversione a U e ritorno al mittente.

La parte più affascinante della vicenda è che le strade alternative esistono davvero. Solo che sembrano custodite come un segreto di Stato. Guai a indicarle prima: vuoi mettere il gusto della scoperta?

Pare che qualcuno abbia fatto presente il problema agli operai e persino a un tecnico del cantiere, probabilmente un ingegnere. La risposta sarebbe stata rassicurante: «Provvediamo». Tradotto dal burocratese significa probabilmente “prima o poi”. Fatto sta che, quindici giorni dopo, l’unica novità è che il cartello continua a essere irreperibile.

E dire che basterebbe poco. Non un maxischermo a led, non un’intelligenza artificiale collegata ai satelliti della NASA. Sarebbe sufficiente un cartello, magari scritto con un pennarello su un pezzo di compensato: “Santa Firmina? Di qua no.”

Ma forse fa parte del progetto. Prima si riduce il rischio idraulico, poi si allena quello psicologico. Perché se riesci a mantenere la calma dopo esserti fatto un chilometro per trovarti davanti alle transenne, a quel punto sei pronto ad affrontare qualsiasi emergenza.

L’opera è sicuramente utile e va avanti spedita. Peccato che, lungo la strada, si sia perso il cartello.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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