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Guidonia colpo grosso ad Arezzo: decide Spavone, super Mazzi

Gli amaranto pagano errori a centrocampo e mancanza di lucidità sotto porta. Gli ospiti passano con Spavone e ringraziano il loro portiere, autentico protagonista

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Guidonia colpo grosso ad Arezzo: decide Spavone, super Mazzi

Gli amaranto pagano errori a centrocampo e mancanza di lucidità sotto porta. Gli ospiti passano con Spavone e ringraziano il loro portiere, autentico protagonista

L’Arezzo di Bucchi non riesce ad eguagliare il record della squadra di Somma. Gli amaranto si fermano nella gara interna contro il Guidonia, che porta via l’intera posta.

I padroni di casa si schierano con Venturi tra i pali, Righetti, Gigli, Gilli e De Col in difesa; a centrocampo Chierico, Guccione e Iaccarino; davanti Ravasio sostenuto da Tavernelli e Pattarello. Proprio la mediana si rivela il reparto meno convincente: pur essendo formata da giocatori di qualità, manca un elemento più grintoso e d’interdizione (Mawuli? Meli?) capace di dare equilibrio. Il risultato è che il centrocampo amaranto soffre troppo, costantemente sovrastato dagli avversari.

L’Arezzo parte con piglio diverso rispetto alle ultime due gare e si spinge subito in avanti, ma senza efficacia. Il Guidonia pressa alto e non lascia respiro: Guccione e Chierico finiscono col perdere più palloni di quanti ne riescano a giocare. Da un errore di Chierico nasce la rete che deciderà il match: palla persa, Righetti rimedia in fallo laterale, ma sulla rimessa gli amaranto si fanno sorprendere. Spavone entra in area e batte Venturi sul suo palo. È il 21’.

Il tempo per recuperare non manca, ma l’Arezzo non trova mai la lucidità. Nel primo tempo non arriva nessun tiro nello specchio, salvo un innocuo tentativo di Ravasio.

Nella ripresa ci si aspetta una scossa, che però non arriva subito: Bucchi conferma l’undici iniziale. Gli amaranto ci provano, ma Mazzi si oppone prima a Iaccarino, poi a Pattarello, respingendo tutto con sicurezza. Al 60’ entra Mawuli per Chierico, poi Bucchi tenta la doppia punta inserendo Cianci al posto di un evanescente Guccione.

Nel finale l’Arezzo si riversa in avanti più con la foga che con le idee. Il Guidonia resiste e ringrazia il suo portiere: Mazzi para tutto, respinge quel che non trattiene e, in più di un’occasione, sembra che la palla gli finisca addosso per puro destino. Risultato: porta inviolata e tre punti pesantissimi.

I cambi (soprattutto l’ingresso di Mawuli e Varela) danno un minimo di spinta, ma non bastano a cambiare il volto di un’Arezzo apparso spento. La sconfitta, pur inevitabile in un campionato lungo, mette in luce limiti strutturali da correggere subito. Martedì, a Piancastagnaio, sarà necessaria una reazione.

Prima del fischio d’inizio è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di Matteo Franzoso, il giovane sciatore tragicamente scomparso in allenamento.

Da segnalare anche i pochissimi tifosi giunti da Guidonia, rallentati da un incidente in autostrada: sono arrivati solo nei minuti finali, giusto in tempo per applaudire i loro beniamini vincitori.

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Marco Rosati
Marco Rosati
Prediligo chi pone e si fa domande ed ho terrore di chi ha solo certezze. Non riesco a saziare la mia curiosità. Mi ritengo un “giovane con esperienza” ma, quando ero adolescente, consideravo coloro che oggi sarebbero miei coetanei “vecchi matusalemme”. Ho fatto studi tecnici ma sono appassionato di storia e delle materie umanistiche in genere. Insomma sono un po’ (eufemismo?) complesso.

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