Stamani a Firenze, tra slide, grafici e due sbadigli, l’INPS ha fatto il punto sulla Toscana: ad Arezzo ci sono quasi 97mila pensionati, metà son donne (più toste degli uomini, che mollano prima), e l’età media per smettere di sgobbare è attorno ai 64 anni.
«Tutto bello, tutto chiaro», ha detto Marco Rossi (CGIL + INPS = cocktail letale di assemblee), ma poi è arrivata la mazzata: i lavoratori attivi son sempre meno, i contratti son sempre più precari e soprattutto i giovani son sempre più disoccupati, inoccupati e straimpallinati.
Insomma: i vecchi prendon la pensione, i giovani prendon le mazzate, e il famoso “futuro sostenibile” pare sostenuto solo dalle stampelle degli anziani.
INPS: i soldi entrano, i buchi restano! Avanzo da 7,5 miiardi…
ma il bilancio è ancora in rosso!
Oltre ai numeri dei pensionati e dei giovani in braghe di tela, l’INPS ha presentato anche il suo bilancio 2025: sorpresa delle sorprese, l’avanzo finanziario è di 7,5 miliardi.
Peccato che, nonostante l’“utile” da Paperon de’ Paperoni, il bilancio resti in rosso fisso: praticamente l’INPS fa i soldi e poi li perde subito, come zio ubriaco che vince a briscola e si gioca tutto alle slot del bar.
La spesa previdenziale continua a pesare come un macigno: 326 miliardi di euro solo per le pensioni, più altri 21 miliardi buttati in sostegni e disoccupazioni. E mica pochi: solo di sussidi per chi non lavora siamo a 15 miliardi, cresciuti del 2,8%.
Morale della favola: l’INPS si vanta dell’avanzo, ma continua a navigare col bilancio in rosso. Un po’ come quelli che si fanno i selfie con la Ferrari a noleggio e poi non c’hanno i soldi manco per il pieno.


