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martedì, Gennaio 13, 2026
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L’Ortica edizione speciale: tesori, finti morti e cappotti d’oro

Da arbitro a Conte de’ Montecristo (ma più Montefuffa): la saga di Davide Pecorelli tra ossa prese a prestito, gommone sgangherato e cappotti da 30mila euro

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Il tesoro di Montecristo, l’oro, i garage e le chiacchere da bar

Oh ragazzi, s’è trovato un altro tesoro… ma stavolta mica a Tombola la sera di Natale, no!
Qui si parla di 500 chili d’oro nascosti a Montecristo, roba che nemmeno nei fumetti di Paperone.
La storia? Da capogiro. Pecorelli racconta di aver trovato il tesoro di Montecristo e di averlo parcheggiato in garage come fosse il motorino.
Il tutto condito da un tribunale albanese che, invece del tesoro, ha trovato 4 anni di galera per Pecorelli.

Protagonisti:

Davide Pecorelli, ex imprenditore del beauty, arbitro mancato e – a detta di molti – narratore da osteria. Arrestato in Albania per un pacchetto completo: incendio doloso, sconfinamento da clandestino e ostacolo alla verità.
il 18 settembre si aprirà l’appello, che potrebbe costituire l’ultima speranza di uscire dal carcere.

Aledellagiusta, youtuber con più followers di quanta gente c’è a San Siro, che l’ha intervistato prima dell’arresto come fosse un Indiana Jones de’ noantri.

Atto I – “Muoio, ma poi torno”

Siamo ai tempi del Covid, gli affari vanno a rotoli e Davide che fa? Inscena la propria morte in Albania: macchina carbonizzata, ossa “donate” da un prete compiacente e orologio di valore a corredo. “Era come chiudere la prima vita”, dice lui, come se stesse parlando di una pizza al taglio.

Peccato che la “resurrezione” lo porti dritto a un convento in Bosnia, dove gli viene proposta la missione della vita: recuperare il tesoro di Montecristo. Mezzo a lui, mezzo a chi l’ha arruolato. E Davide, ovviamente, accetta: “tanto peggio di così non mi va”.

Atto II – L’isola del tesoro (e dei Carabinieri)”

Con un documento falso in tasca e la faccia di uno che ci crede davvero, impara a guidare un gommone e sbarca sull’isola. Dice di aver trovato 500 chili di monete d’oro. Roba che manco Paperone.
Ma a rovinargli la festa arrivano i Forestali, che lo fermano con un documento appartenente a un suo ex cliente… che vive a 500 metri dalla caserma. Una roba da farsa paesana.

Atto III – Dal tesoro ai cappotti d’oro

E qui la saga si fa epica: foto sfocate, video di monete, un numismatico che dice “mah, potrebbero pure essere vere”. Intanto Pecorelli si reinventa sarto con la moglie e tira fuori il colpo grosso: cappotto in cashmere con bottoni d’oro da 30mila euro.
Forse oro del tesoro? Forse bottoni da bancarella placcati male? Boh. Ma il messaggio è chiaro: “Non lo faccio per fama, ma per speranza”.
Nel frattempo, la moglie lo definisce “troppo buono” e lo riporta alla realtà a suon di ceffoni quando esagera.

Atto IV – Dal Burg 313 con furore

Arriva il momento del rientro in Albania. Condanna a 4 anni per incendio doloso, truffa e ossa prese in prestito. Adesso divide cella con altri sette, tra pulizia zero e sogni di grandezza.
Dal carcere lamenta di aver preso l’Epatite C, di aver perso 12 chili e di voler giustizia, scrivendo appelli al senatore Walter Verini.

Ma conoscendo il personaggio, non stupirebbe se tra un po’ leggessimo di lui che organizza una sfilata di moda dentro Burg 313: “La collezione primavera/estate: cappotti d’oro e catene da galera”.

I commenti online sono una miniera:

Edoardo, compaesano: “È un cugino alla lontana, ma più che un esploratore mi pare un presenzialista con manie di grandezza. Lasciatelo perde, che di tesori c’ha solo le chiacchiere.”

Yumacle, da Porto Santo Stefano: “Strano che gli abbiano dato un garage in due ore. Più strano che abbia lasciato lì i soldi. Probabile che i chili d’oro in realtà siano chili de’ fumo.”

Pooz, l’ingegnere del gruppo: “Provate voi a fare venti viaggi con sacchi di iuta da 25 chili su e giù per una montagna in piena notte senza farvi sgamare. Ma icché semo, supereroi? Forse il tesoro non c’era, o forse c’era ma qualcuno dall’interno ha dato una mano. In ogni caso, roba che manco la logistica di Amazon.”

Sharkonesega, il filosofo: “Se c’hai davvero trovato l’oro, te ne stai zitto e aspetti. Non vai in giro a vendere cappotti e raccontare che c’hai il tesoro, se non sei in crisi di narcisismo cronico.”

 

Epilogo provvisorio

Della sua storia ci resta:

  • una finta morte da filmaccio,
  • un tesoro che nessuno ha visto,
  • un cappotto che costa come un monolocale,
  • e un mucchio di chiacchiere più pesanti di quei 500 chili d’oro.
    Insomma, più che Conte di Montecristo, Conte di Città di Castello… de’ fuffaroli.
    E intanto aspettiamo il prossimo video de’ Aledellagiusta, che ormai s’è messo a fare l’influencer di tesori…

2 Commenti

  1. In quel periodo io facevo il cameriere in un ristorante su una spiaggia vicino a Piombino. Arrivo’ uno col gommone, mangio’ e mi lascio’ un kilo d’ oro di mancia. Mi sa che era lui.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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