Il tesoro di Montecristo, l’oro, i garage e le chiacchere da bar
Oh ragazzi, s’è trovato un altro tesoro… ma stavolta mica a Tombola la sera di Natale, no!
Qui si parla di 500 chili d’oro nascosti a Montecristo, roba che nemmeno nei fumetti di Paperone.
La storia? Da capogiro. Pecorelli racconta di aver trovato il tesoro di Montecristo e di averlo parcheggiato in garage come fosse il motorino.
Il tutto condito da un tribunale albanese che, invece del tesoro, ha trovato 4 anni di galera per Pecorelli.
Protagonisti:
Davide Pecorelli, ex imprenditore del beauty, arbitro mancato e – a detta di molti – narratore da osteria. Arrestato in Albania per un pacchetto completo: incendio doloso, sconfinamento da clandestino e ostacolo alla verità.
il 18 settembre si aprirà l’appello, che potrebbe costituire l’ultima speranza di uscire dal carcere.
Aledellagiusta, youtuber con più followers di quanta gente c’è a San Siro, che l’ha intervistato prima dell’arresto come fosse un Indiana Jones de’ noantri.
Atto I – “Muoio, ma poi torno”
Siamo ai tempi del Covid, gli affari vanno a rotoli e Davide che fa? Inscena la propria morte in Albania: macchina carbonizzata, ossa “donate” da un prete compiacente e orologio di valore a corredo. “Era come chiudere la prima vita”, dice lui, come se stesse parlando di una pizza al taglio.
Peccato che la “resurrezione” lo porti dritto a un convento in Bosnia, dove gli viene proposta la missione della vita: recuperare il tesoro di Montecristo. Mezzo a lui, mezzo a chi l’ha arruolato. E Davide, ovviamente, accetta: “tanto peggio di così non mi va”.
Atto II – L’isola del tesoro (e dei Carabinieri)”
Con un documento falso in tasca e la faccia di uno che ci crede davvero, impara a guidare un gommone e sbarca sull’isola. Dice di aver trovato 500 chili di monete d’oro. Roba che manco Paperone.
Ma a rovinargli la festa arrivano i Forestali, che lo fermano con un documento appartenente a un suo ex cliente… che vive a 500 metri dalla caserma. Una roba da farsa paesana.
Atto III – Dal tesoro ai cappotti d’oro
E qui la saga si fa epica: foto sfocate, video di monete, un numismatico che dice “mah, potrebbero pure essere vere”. Intanto Pecorelli si reinventa sarto con la moglie e tira fuori il colpo grosso: cappotto in cashmere con bottoni d’oro da 30mila euro.
Forse oro del tesoro? Forse bottoni da bancarella placcati male? Boh. Ma il messaggio è chiaro: “Non lo faccio per fama, ma per speranza”.
Nel frattempo, la moglie lo definisce “troppo buono” e lo riporta alla realtà a suon di ceffoni quando esagera.
Atto IV – Dal Burg 313 con furore
Arriva il momento del rientro in Albania. Condanna a 4 anni per incendio doloso, truffa e ossa prese in prestito. Adesso divide cella con altri sette, tra pulizia zero e sogni di grandezza.
Dal carcere lamenta di aver preso l’Epatite C, di aver perso 12 chili e di voler giustizia, scrivendo appelli al senatore Walter Verini.
Ma conoscendo il personaggio, non stupirebbe se tra un po’ leggessimo di lui che organizza una sfilata di moda dentro Burg 313: “La collezione primavera/estate: cappotti d’oro e catene da galera”.
I commenti online sono una miniera:
Edoardo, compaesano: “È un cugino alla lontana, ma più che un esploratore mi pare un presenzialista con manie di grandezza. Lasciatelo perde, che di tesori c’ha solo le chiacchiere.”
Yumacle, da Porto Santo Stefano: “Strano che gli abbiano dato un garage in due ore. Più strano che abbia lasciato lì i soldi. Probabile che i chili d’oro in realtà siano chili de’ fumo.”
Pooz, l’ingegnere del gruppo: “Provate voi a fare venti viaggi con sacchi di iuta da 25 chili su e giù per una montagna in piena notte senza farvi sgamare. Ma icché semo, supereroi? Forse il tesoro non c’era, o forse c’era ma qualcuno dall’interno ha dato una mano. In ogni caso, roba che manco la logistica di Amazon.”
Sharkonesega, il filosofo: “Se c’hai davvero trovato l’oro, te ne stai zitto e aspetti. Non vai in giro a vendere cappotti e raccontare che c’hai il tesoro, se non sei in crisi di narcisismo cronico.”
Epilogo provvisorio
Della sua storia ci resta:
- una finta morte da filmaccio,
- un tesoro che nessuno ha visto,
- un cappotto che costa come un monolocale,
- e un mucchio di chiacchiere più pesanti di quei 500 chili d’oro.
Insomma, più che Conte di Montecristo, Conte di Città di Castello… de’ fuffaroli.
E intanto aspettiamo il prossimo video de’ Aledellagiusta, che ormai s’è messo a fare l’influencer di tesori…



A me mi vendette un cappotto…credevo costasse il giusto ma poi mi presento’ il conto di Montecristo
In quel periodo io facevo il cameriere in un ristorante su una spiaggia vicino a Piombino. Arrivo’ uno col gommone, mangio’ e mi lascio’ un kilo d’ oro di mancia. Mi sa che era lui.