C’è tutto: dalla storia all’arte culinaria, dall’altra arte al teatro della politica, dal sesso a un po’ di filosofia.
La fuga di Ruth con l’ex idraulico dalle tre braccia: avrei potuto collegarla ai miei pezzi fantasiosi su Colombi, parente di Colombo, durante il viaggio a ritroso nel tempo di due ragazzi. Li avrei potuti condurre fino alla battaglia di Montaperti, al giallo di Pia, al Vasari e al suo amore per Maddalena, alla bellissima madre di Pietro, Margherita Bonci, e a tutti i personaggi che hanno reso grande Arezzo.
Sono racconti senza fine né trama, frutto immediato e continuo della fantasia, con punti di contatto con la storia, ma senza un obiettivo preciso… o forse con un fine che non so definire.
La personificazione del desiderio nell’icona riflette un’unica persona, nella sua coscienza e voluttà. Il potere e l’entrata in scena del “pseudo-autore” non sono altro che il tentativo di immedesimarsi nei personaggi per dirigere ogni racconto verso storie vissute o interamente immaginate. Lyn e Cerase sono i miei figli: ripercorrono un viaggio che va dalla preistoria a un futuro lontano, ma vicino alle problematiche di oggi — come un calzino che cade dal terzo piano e resta sospeso a mezz’aria.
E che dire della storia L’erba dei conigli e le note musicali? Google, con il suo AI Overview, ha parlato di fantasia, senza sapere che nella chiesa di Santa Flora e Lucilla di Arezzo, la Badia, c’è un dipinto raffigurante G. Monaco senza barba, con le note musicali scritte sulle dita (autore ignoto). Io l’ho visto: ora è restaurato. E, da ex mangimista che sa bene che l’erba medica fa bene ai conigli, sono convinto di essere più vicino io alla verità.
Per confutare queste storie bisognerebbe portare prove… e ciò è impossibile. Così la realtà diventa identica all’immaginazione, come l’icona che si sdoppia in due per necessità.


