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Il corpo perduto e dimenticato

Riflessioni sull’alimentazione, l’identità biologica e l’illusione dell’immagine

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Il corpo perduto e dimenticato

Riflessioni sull’alimentazione, l’identità biologica e l’illusione dell’immagine

Ogni giorno viviamo una triade invisibile ma potente:

  1.  Perdita di contatto con la produzione del cibo

  2. Perdita di conoscenza del proprio corpo – l’Io Biologico

  3. Esaltazione dell’immagine corporea

Tutto questo accade davanti allo specchio magico del cellulare, che ci traghetta dalla realtà a una vita artificiale.

Ma tutto inizia da lì: dalla perdita di contatto con il cibo vero, quello che nasce dalla terra.
Da questa frattura originaria, discende l’incapacità di sentire il proprio corpo, di conoscerlo, di viverlo.

Oggi la scena è invasa da un nuovo protagonista: il cibo “sintetico”.
Farine di insetti, carne coltivata, alimenti ultra-processati e carichi di additivi…
Una narrazione che prende il centro del palco e ci fa credere che il cibo naturale non basti più.

Ma cosa sappiamo di questi nuovi alimenti?
Non ci interessa. Perché non conosciamo il nostro corpo.
Non sappiamo com’è fatto, come funziona, quale biochimica e fisiologia lo guidano.
Non lo sentiamo.

Mangiare è uno degli atti più primari della vita, eppure:

  • Abbiamo perso il contatto con il cibo

  • Non sappiamo cosa mangiamo, da dove venga, cosa contenga

  • Il cibo è diventato senza storia, senza terra, senza piacere

Mangiamo quando capita, di fretta, da soli.
Il piacere alimentare si manifesta solo nelle occasioni speciali, o nei momenti emotivi.
Ma non è questa la norma dell’esistenza.

 Ciascuno di noi ha un corpo unico, con un proprio DNA, un proprio Io Biologico.

Eppure viviamo in una società dove:

  • Il corpo non ha materia

  • L’immagine è artificiale

  • Il corpo è conosciuto solo quando si ammala

Conoscere il proprio corpo e conoscere il cibo significa conoscere la vita.
La conoscenza genera consapevolezza, e la consapevolezza è libertà:
la libertà di guidare la mano che porta il cibo dal piatto alla bocca.

Saper comandare la mano alimentare significa essere padroni della propria vita,
perché sappiamo gestire un bisogno primario: mangiare.

La natura ci ha donato il piacere sensoriale perché senza piacere mangiare sarebbe una fatica inutile.

PRIMA CONOSCI IL TUO CORPO. POI SCEGLI IL TUO CIBO PIÙ ADATTO.

Mangiare è pensare.
Un abbraccio di vita.

Dott. Pierluigi Rossi
Dott. Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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