E poiché si tende ad introdurre un eccesso giornaliero di carboidrati (pasta, pane, pizza, dolci, prodotti da forno…), la glicemia dopo i pasti sale e si ha il picco glicemico, cioè il livello più altro della glicemia, che stimola il pancreas a secernere l’insulina, che trasferisce il glucosio dal sangue dentro il fegato.
Una parte del glucosio si trasforma, sotto il controllo dell’insulina, in glicogeno ed una altra parte si trasforma in acidi grassi saturi (acido palmitico).
L’insulina fino a quando resta nel sangue compie questo lavoro.
Cioè trasforma in parte i carboidrati alimentari ingeriti in acidi grassi.Questo processo biochimico si chiama LIPOGENESI: formazione di grassi (trigliceridi).
L’eccesso di grasso nel fegato causa un ritardo nella eliminazione dell’insulina (clearance epatica dell’insulina), che resta più a lungo nel sangue, generando uno stato di insulino rersistenza.
Se non si modifica questo scenario biochimico ed ormonale non si può dimagrire e non si può prevenire il diabete mellito tipo 2.
Si può avere uno stato di insulino resistenza, cioè avere l’insulina nel sangue, ma non esercita la sua azione.
In questa condizione la glicemia aumenta nel sangue fino ad arrivare al diabete mellito tipo 2.
Con uno stato di insulino resistenza aumenta accumulo di massa grassa, e’ molto difficile dimagrire.
Ogni alimento di origine vegetale ha la sua dose di carboidrati: 100 g di pane contengono 50 g di carboidrati.
100 g pasta 78 g carboidrati, 100 g cereali e legumi 50/ 60 g carboidrati, 100 g patate 20 g carboidrati, 100 g frutta 10-12 g carboidrati .
La salute sta nel piatto quotidiano.


