Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

La storia che vi racconto questa volta riguarda la galassia degli eventi aretini.
Spippolando con il telecomando della tv, che raramente guardo, m’imbatto alle 20,30 in un tg locale nel momento in cui va in onda un servizio dedicato al bilancio di un festival letterario appena concluso, che si è tenuto, credo (!) per una decina di sere, nella terrazza di Fraternita in piazza Grande.

Ascolto l’intervistatrice che, in una delle serate, mi pare abbia anche presentato un libro, pontificare sulla riuscita nonché il successo di tale evento così come il direttore artistico che è anche direttore dell’associazione di categoria del commercio che ha organizzato.
Già tutto questo mi stona un po’, poi rifletto e traggo le conclusioni che, se avete la compiacenza di continuare a leggere, vado ad esporvi.

Arezzo ha avuto, a mio modesto avviso, solo un festival letterario nato dal basso, senza sponsor e colore politico.
Purtroppo da qualche anno, uso una amara battuta, si è seccato.
Esso era Il Giardino delle Idee.

Il Giardino ha il diritto di primogenitura e tutti gli altri che sono seguiti son nessuno. Animato, coltivato ed amato da un gruppo di giovani appassionati di lettura che ruotavano intorno al suo ideatore un tal Roberto Fiorini, al quale gli va riconosciuto il pregio di aver portato ad Arezzo il fior fiore degli scrittori italiani.

Donne e uomini di cultura che hanno lasciato traccia del loro passaggio. Ricordo nella versione estiva nel giardino della provincia Margherita Hack, le gradinate del duomo non riuscivano ad accogliere la mole di spettatori; ricordo al museo Medievale il toccante incontro con Anna Marchesini, il procuratore Pierluigi Vigna, Toni Capuozzo, Antonio Caprarica, Corrado Augias, Beppe Severgnini, Raffaele Cantone, Valerio Massimo Manfredi, Sveva Sagramola, Michele Ainis, Philippe Daverio, Catena Fiorello, Nada, Vincenzo Fortis, Davide Cassani, Selvaggia Lucarelli.
Potrei continuare all’infinito, per chi volesse può dare un’occhiata alla pagina facebook de Il Giardino delle Idee.

Il Giardino ha dato un senso alle settimane degli aretini e lo ha fatto per anni.
Ogni sabato, da ottobre a maggio, un incontro ad alto livello ed ha fatto conoscere ed apprezzare il museo Medievale d’Arte Medievale e Moderna.
Ha portato ad Arezzo il fior fiore del giornalismo nazionale.
E lo ha fatto senza sponsor né privati né istituzionali.

È stato scuola.
Gli altri arrivano ennesimi come il Passioni Festival, come il Moonlight Festival.

Devo dire che allora non ho ricordo servizi televisivi sperticati, ma solo qualche articolo, risicato, a mo’ di annuncio.

Concludo con le parole di Fabrizio De André: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.
Il Giardino delle Idee con un “Fiorini” seppe far nascere sconfinate praterie di fiori.

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

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