Tagli all’obitorio: vietato morire di notte

Come si suol dire: al peggio non vi è mai fine.
Quello che vi raccontiamo ha dell’incredibile perché va a colpire nel profondo la dignità dell’individuo, in particolare non c’è rispetto del dolore, né di chi lo sta subendo e né di chi, ogni giorno, con professionalità è chiamato a svolgere un lavoro delicato che, oltre ad avere a che fare con la morte è testimone, impotente, dello strazio di famiglie.

Ora, da che mondo è mondo in ogni civiltà, è sempre esistita una figura, il necroforo, che oggi, in particolare, si occupa di tutte quelle pratiche di vestizione, trasporto e seppellimento del defunto, o della sua eventuale cremazione qualora questa fosse richiesta dai parenti.

“L’operatore funebre è un professionista specializzato con un’importante preparazione tecnica e morale, condizioni essenziali per potersi approcciare alla salma in maniera rispettosa e, ancora più importante, saper trattare con delicatezza i sopravvissuti al defunto (dal web)”.

Dopo questa premessa veniamo al dunque.
Pochi sanno che la ASL Sud Est affida il servizio della gestione degli obitori degli ospedali della provincia di Arezzo a cooperative esterne.
Negli anni sono state molte che si sono susseguite nella gestione e, fino a ora, è sempre filato tutto liscio nel rispetto di quel ruolo.

Di recente, però, la staffetta fra la Coopservice e la nuova cooperativa Coop la salute ha di certo portato ad alcuni cambiamenti che, da quanto si apprende da insistenti voci, danneggiano i cittadini nonché gli addetti delle onoranze funebri operanti sul territorio aretino.

Durante le ore diurne, cioè dalle 8 alle 20, l’obitorio dell’ospedale di Arezzo presenta un presidio fisso minimale, mentre ciò non accade per gli obitori degli ospedali di Sansepolcro, Bibbiena e Cortona (solo inizialmente era interessato anche l’obitorio del Valdarno, ma poi il servizio è stato ripristinato).

L’assenza del personale in questi ospedali allunga i tempi sia per trasferire le salme dal reparto all’obitorio, così come dilata le tempistiche delle imprese funebri che, a causa del disservizio, non sono in grado di lavorare nelle migliori condizioni, determinando disagi anche sulle famiglie colpite dal lutto, che non possono prendere parte in tempi ragionevoli alla veglia funebre.

Di notte poi la situazione diventa drammatica.
Per rendere meglio l’idea vi raccontiamo cosa è successo nella nottata dello scorso 25 maggio.
A seguito di un incidente mortale, come da prassi, le autorità hanno allertato un operatore per il recupero della vittima; questi, dopo aver espletato tutte le formalità richieste, provvedeva al trasferimento della salma presso l’obitorio del San Donato dove è arrivato verso le 22,30, ma qui ha dovuto attendere oltre 3 ore poiché in obitorio non vi era personale in quanto impegnato presso quello dell’ospedale di Sansepolcro.

Il servizio, come ci hanno segnato le nostre fonti, si è potuto completare solo verso l’1.00 del mattino del 26 maggio, ma solo per pura fortuna perché la chiamata da Arezzo è giunta qualche minuto prima di quella di Bibbiena!

È del tutto evidente che tale gestione non è per nulla funzionale e che, anzi, non offre un servizio, ma un pesante disservizio il quale, però, non può certo essere ascritto agli operatori della cooperativa, ma a chi questo “servizio” lo ha impostato praticando pesanti tagli.

Non è rispettoso per nessuno dover attendere, dalle 3 alle 5 ore, per consegnare una salma nelle ore notturne negli ospedali del Casentino, Valtiberina e Valdichiana e Arezzo.

La civiltà ed il rispetto per le persone devono essere sempre al primo posto, soprattutto nel sistema sanitario, ma dati alla mano, qui nell’area della Asl Sud Est è da tempo che si prediligono tagli su tagli a scapito del servizio.

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

LASCIA UNA RISPOSTA