Oibò oibò con il turista come farò

L’atteso “tana liberi tutti” è imminente.

Il 31 marzo è alle porte, ma è bene ricordare che l’indomani è il 1 aprile e che, per tradizione popolare, è il giorno degli scherzi noto come Pesce d’aprile.
Appunto! Auguriamoci, che tale non risulti per una qualsivoglia quisquilia.

Orbene, una riflessione sorge spontanea proprio in vista di questa apertura.
Riflessione che riguarda questa nostra città e di come si prepara ad accogliere coloro che arriveranno per visitarla: gli attesi turisti, che dovrebbero portare un pizzico di ossigeno al già provato settore economico.

Certo, bar e ristoranti dovrebbero essere in esercizio e ben contenti di ricevere gli avventori, ma più in generale, la città cosa avrà da offrigli visto che questa amministrazione, sia nel primo, quanto in questo secondo mandato, non ha organizzato nulla, né predisposto eventi ad hoc per promuovere il pur ricco ed invidiato patrimonio artistico che sta qui da secoli e secoli e che tutto il mondo ci invidia!

Né una mostra che si possa considerare tale, né un convegno di elevato valore, ma solo il nulla del nulla.

Anche la Mostra “BRUNO GALOPPI. Il design orafo tra gli anni Cinquanta e Settanta ad Arezzo” chiude i1 13 marzo, nessuno ha inteso, almeno fino a questo momento, prorogarla.
E dire che ad oggi è l’unica vera occasione, che si possa dire tale, ospitata in questa città e che celebra un signore, aretino, che le ha dato lustro e prestigio.
Non accadeva da anni, a memoria, l’ultima mostra/evento è stata quella dedicata ai 500 anni di Vasari, poi il nulla.

O meglio solo eventi mercuriali nel periodo natalizio, quello internazionale a settembre e quell’altro dedicato al cibo di strada.
Null’altro!
Un po’ pochino per una città ricca di storia che si dice essere aperta al turismo, e per una amministrazione che si dice attenta alla cultura!

Ah già, ma è tutta colta dell’alta velocità che qui non ha una stazione altrimenti avremmo turismo a go go 365 giorni all’anno!

La Vespa
Dotata di due formidabili antenne capta, nel territorio urbico locale, tutto quanto c'è di anomalo e, a suo insindacabile giudizio, usa il velenoso pungiglione per raccontare e denunciare. Mimetica e veloce vola di qua e di là, da un abuso ad uno sperpero; da un incarico in odore di favore ad un finanziamento dato per l'acquisto dei bigodini della nonna.

1 COMMENTO

  1. Le responsabilità esistono e sono evidenti , la cultura, l’ambiente piacciono poco o nulla alla destra , elevare gli elettori a cittadini consapevoli non è ne interessante ne utile, “con la cultura non si mangia” , l’importante è elevare gli elettori ad acquirenti . Penso che moltissimi siano gli aretini che non sono mai entrati e non conoscono luoghi storici e importanti della nostra città , musei, chiese, personaggi d’arte e di cultura famosi e nati nel nostro territorio, ma quasi tutti conoscono mercati, ricorrenti e i tanti straordinari e stagionali. Se dessimo spazio equivalente agli uni e agli altri forse diverremo cittadini migliori.

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