Arezzo, il bidone è di casa

Di bidoni tirati in città se ne contano a vagonate, specie dai politici ai cittadini, ma stringi stringi anche i bidoni reali, quelli di metallo e plastica, non scherzano mica.

Al cimitero uno è stato riempito di pane, che se guardi la foto da lontano sembrano ossa buttate dentro; in ogni caso fa rabbrividire.

Pane che si poteva regalare alla Caritas o a chi magari ne aveva più bisogno (i poveri aumentano purtroppo), invece lo si tratta come il “caro estinto”, farina eri e farina ritornerai.

Nel secondo caso i bidoni ambivano a diventare degli autoscontri, e alla fine ci sono riusciti.

Pressati e schiacciati come lattine, ci chiediamo chi li ha ridotti così e sopratutto, chi continua a buttarci dentro i rifiuti lo stesso.

Uno che mangia pane e volpe tre volte al giorno.

Da oggi quando si progetterà di “tirare un bidone” pensate intensamente a quello che avete visto, forse non lo farete più.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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