Il nostro Trumpino

Gli atteggiamenti arroganti, prevaricatori e, diciamolo pure, dittatoriali del Sindaco-Podestà Ghinelli, che tende ad imporsi ad ogni costo sugli altri, litiga con tutti e non tollera critiche o contestazioni al suo operato, non finiscono più di stupire.

Nei cinque anni di “imperio” sulla Città il Primo Cittadino ha fornito numerosi esempi dei lati spigolosi del suo carattere, che talvolta lo portano a sconfinare nell’abuso di potere: memorabili, al riguardo, sono le espressioni, intercettate durante le indagini della Procura sulle consulenze “fittizie” della Coingas, con le quali impose all’Assessore al Bilancio Merelli di ottenere dal Presidente del Collegio Sindacale il parere favorevole all’approvazione del bilancio della società: …”se questa persona non intende fare questa cosa e dal momento che ce lo abbiamo messo noi, gli si dice schiodati e ci si mette un altro…” ;

altrettanto da ricordare sono i suoi toni minacciosi, allorche’, in un primo tempo, si rifiuto’ di approvare il bilancio 2019 di quella stessa societa’, pretendendo che tutti i Sindaci dei Comuni soci, anche quelli amministrati dalla sinistra ed in minoranza nella compagine sociale, esprimessero un voto favorevole (” O lo si approva insieme o si respinge insieme “) ;

ed, ancora, indimenticabile è l’espressione usata dal Sindaco nella conversazione registrata da Sergio Staderini “Se scrolla come un calzino” nei confronti dell’A.U. della società partecipata comunale Multiservizi srl, “reo” di non aver rispettato il presunto impegno di aiutare il Consigliere Comunale Bardelli in difficoltà economiche ;

epica, altresi’, l’incazzatura sindacale nei confronti del nostro Direttore, “invitato a farla finita”, equivalente a non rompere i cog..., con le fastidiose domande, che gli poneva durante le conferenze stampa giornaliere sulla gestione del Covid 19 ;

da incorniciare, infine, i suoi frequenti, quanto ingiustificati, litigi con il Governo, con la Regione, con gli avversari politici e, perfino, con gli amici di cordata.

Ed ora ecco i video di alcuni momenti dei confronti elettorali con il suo avversario al ballottaggio a conferma del suo carattere intollerante e dispotico, che sprofonda in deprecabili espressioni e movenze alla Trump, senza, tuttavia, averne ne’ il carisma, ne’ – e soprattutto -, il ciuffo.

 

 

E, se questi sono stati i suoi comportamenti nei cinque anni appena trascorsi, possiamo immaginare come potranno essere, in caso di riconferma nella carica, quelli dei prossimi cinque, nei quali, essendo in ogni caso gli ultimi, non dovrà più rendere conto di niente ed a nessuno.

A meno che……

 

Etrusco
Aretino doc, la mia grande aspirazione era quella di diventare giornalista ed invece ho fatto per più di 40 anni tutt'altra professione. In gioventù' ho scritto articoli per giornali umoristici universitari del tipo La Bombarda ed Il Pungiglione ed, in seguito, dopo la laurea, sono stato nello staff di televisioni e radio private aretine. Sono da sempre appassionato di sport, che ho praticato sia a livello semiprofessionistico, sia dilettantistico. Sono un innamorato della Giostra del Saracino, nella quale per alcuni anni ho avuto un certo ruolo. A chi mi dice che ho un brutto carattere, perché troppo polemico, rispondo come diceva il Presidente Pertini che " soltanto chi ha carattere, ha un brutto carattere ". Ho fatto tante cose in vita mia e spero che questa non sia l'ultima.=

10 COMMENTI

  1. Attraversate Piazza Guido Monaco tra monopattini e bici che sfrecciano, a proposito ma non c’è il nuovissimo ed “economicissimo ” distaccamento della municipale lì?, entrate in Via Petrarca e mentre osservate le scritte sui muri vi assalirà un fortissimo afrore di urina.
    Ecco la sintesi di questi 5 anni, il mitico boulevard intriso di pipì, solo interventi di facciata.
    Con la chicca dei cantieri e asfaltature last minute, la famosa pennellata di bianco nelle mutande sporche.

  2. Oltre a tutto questo, il “salotto di Arezzo “è poco illuminato e non mi sembra un bel biglietto da visita.,anche perché si incrementa lo spaccio e tanti altri piccoli crimini.

  3. Continuo a dire che Ghinelli non ha fatto nulla per Arezzo e chi ha occhi puo vedere la sciatteria in ogni angolo della città, in ogni parco, in ogni cimitero del centro e di campagna uno squallore indecifrabile. Le vie cittadine come il groviera, Corso Italia a traffico limitato si, ma ai pedoni perchè l’aria è irrespirabile. Ha forse tutelato gli interessi di tutti? no quelli di pochi . Arezzo è scivolata per qualità della vita di trenta posizioni. giustizia e sicurezza 49 esima, ambiente e servizi 70 esima., nel 2018 aveva già perso 14 posizioni. Se verrà rieletto andremo a far compagnia alle ultime. Ci rallegreremo solo rovesciando la classifica .

  4. I cittadini che deturpano, lordano, immondano, non son certo colpa del Ghinelli, come molti più o meno sommessamente sostengono. Seguo sempre la politica locale e non ho mai assistito ad atteggiamenti arroganti o prepotenti dal parte di Ghinelli. Purtroppo è uso e costume della sinistra locale e nazionale vedere come prevaricazione o gesto dittatoriale il dissenso e la difformità rispetto al suo pensiero.

    • ma come, quando serve (per il consenso?) fa lo sceriffo anticovid coi droni, poi con gli ubriachi post-movida fa il tenero.
      La colpa è sicuramente del cittadino incivile ma anche di chi non controlla e non fa niente per impedire le lordure.
      per gli atteggiamenti arroganti poi mi sa che ha seguito poco, e non lo dico da sinistra

  5. Mi preme aggiungere a quanto scritto da “A ben guardare” che neanche l’incuria è prerogativa della giunta Ghinelli: erba incolta, buche lungo le strade (soprattutto quelle non principali) ed altre amenità sono un leitmotiv che accompagna la città da ben più addietro della giunta locale.
    E ciò non è scusante per la giunta attuale, ma semplice constatazione di fatti. Potrebbe essere relativa scusante il periodo di chiusura e sospensione di attività manutentive relativo al COVID-19, che andrebbe recuperato.
    Aggiungo inoltre, dacchè mi sembra che si abbia poca memoria, le soventi lamentele in passato sollevate per i lavori in corso, promossi dal vicesindaco (che non gode della mia simpatia, ma non per questo posso essere pregiudizievole nelle mie constatazioni), che costringevano con una certa periodicità al cambio della viabilità creando disagi. Ricordo anche il tentativo di smorzare tali lamentele con l’affiggere cartelli in dialetto che annunciavano i nuovi lavori, in tempi non sospetti poichè non a ridosso di elezioni.

    Ci troviamo in una situazione di aumento dei cantieri? Forse, ma ricordiamoci la sospensione di cui sopra dovuta al COVID, che probabilmente ne ha lasciati indietro molti.

    Certo non si può dire però che in precedenza non siano stati effettuati lavori e si siano mossi solo per una sorta di campagna elettorale. Un po’ di memoria a lungo termine per una valutazione obiettiva riguardo a meriti e pecche non guasterebbe.

  6. Parimenti fece la precedente giunta di (pseudo)sinistra: ripristino di manti stradali non ripristinati.

    Con questa storia dello “sceriffo”(che ha preso il via da un intervento fb non di urticanti) davvero è stata fatta troppo lunga. Premettendo che il drone è stata una misura a mio parere eccessiva e lesiva delle libertà individuali, come alcune pretese avanzate nei confronti della USL, non avendo termini di paragone con i precedenti operati, dato che la situazione del lockdown ha rappresentato un inedito storico, vorrei sottolineare come di “sceriffi” (se proprio vogliamo continuare a farla lunga) la città abbondasse: dai balconi, da commenti sui social, da opinioni si testate e blog, vi era una diffusa attività di delatori e punitori improvvisati, pronti a colpire ogni manchevolezza altrui, ma probabilmente per la maggior parte assai clementi con le proprie, come natura umana vuole.
    Il sindaco non era forse specchio di tutto questo?
    Interessante però notare come la solita dinamica torna puntuale anche stavolta: ciò che viene fatto dal comune cittadino in varie forme e con vari canali, è legittimo, mentre se la stessa cosa viene fatta da chi tali cittadini rappresenta (con i mezzi a lui disponibili), no. E lo stesso riguardo toni e parole sovente usate dall’opposizione: al dialogo costruttivo viene nella maggior parte dei casi preferito l’attacco accusatorio e l’accusa, spesso sfruttando i temi in modo totalmente finalizzato alla critica distruttiva anziché costruttiva, con una velenosa pars destruens (spesso ad personam), priva della necessaria pars costruens. E tale pars costruens non solo deve essere essere presente, ma oggettiva, concreta, analitica, puntuale, esplicativa e totalmente calata nel contesto e nelle sue problematiche e risorse, non pura retorica aleatoria fatta di grandi parole e temi generici e generalisti che però catturano attenzione ed emozioni. Proprio come avrebbero dovuto esserlo i programmi elettorali, i quali non rispecchiavano esattamente queste caratteristiche.
    E questa dinamica è super partes, la si ritrova da qualche tempo in ogni schieramento che si contrappone.

    Il sindaco con chi fa la movida e si comporta in modo irresponsabile poco può direttamente fare, se non deputare alle forze dell’ordine il compito di controllare. Queste lo fanno a sufficienza?
    O auspicate l’utilizzo di un drone (che poco potrebbe fare in questo caso, ed oltretutto i luoghi di assembramento del fine settimana sono ben noti) per poi gridare contro metodi di sorveglianza eccessivi?

  7. Precisa… continua ad avere tutta la mia stima per il suo livello intellettuale. Idealmente le stringo la mano.

  8. Ringrazio “A ben guardare” e contraccambio la stretta.

    Tuttavia ritengo di non avere un livello intellettuale particolarmente alto, bensì di mettere in atto capacità critiche che tutti posseggono, ma che ad oggi,sia per impostazione privilegiata nelle scuole, sia per la formazione di stili di pensiero massificati promossi non solo dalla TV (come anni fa) ma anche da internet sia in generale (che offe un gran quantitativo di informazioni con una carenza di criticismo individuale per vagliarle, tant’è che, come sovente viene alla luce, non si riesce troppo spesso a distinguere tra “opinioni” e “notizie”, ed anche queste ultime a volte sono facezie e gossip di un’inutilità estrema a pietrificante) che nei social (che hanno sdoganato la bassa retorica, il desiderio di protagonismo -nefasto avveramento dell’ancor più nefasta profezia di Warhol- ed aiutato la suddetta dinamica per cui è l’opinione ad essere notizia, invertendo il flusso per cui l’opinione sarebbe un corollario opinabile della notizia stessa…ma U.Eco già si espresse in modo assai migliore a proposito ), è spesso abdicata, non utilizzata e quindi condannata alla morte.
    Ed è la triste morte del singolo e della sua peculiarità, della sua unicità, della mente unica di ognuno. Morte voluta ed attuata in un paradossale periodo storico in cui l’individualismo la fa da padrone uccidendo l’individuo, che sbraita forte la sua singolarità, singolarità che null’altro è che appartenenza alla massa.

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