Un consiglio comunale sull’orlo di una crisi di nervi (Video)

C’ERA BISOGNO di uno psicoterapeuta al consiglio comunale di ieri per assistere i consiglieri sull’orlo di una crisi di nervi.

Che non fosse un consiglio comunale normale lo sapeva la stampa, accorsa in massa, si capiva dalle facce dei consiglieri, particolarmente tese, soprattutto quelle dei protagonisti delle rivelazioni di questi giorni.

Dopo qualche interrogazione di routine si arriva al vero nocciolo politico del momento, con il fuoco di fila delle opposizioni.

Il consigliere Ralli parte in quarta ricordando di non sminuire i fatti raccontati dalla stampa circa le registrazioni effettuate nello studio del sindaco dove si parla di soldi in cambio di nomine istituzionali.

Tiene a precisare che la critica è di opportunità politica perché sarà la magistratura ad evidenziare eventuali responsabilità penali.

Per questo aspetta dal sindaco delle risposte politiche convincenti “se no si dimetta o non si ricandidi”

 

Il consigliere Romizi, scusandosi con i ragazzi del servizio civile presenti, per questa pagina di cattiva politica chiede senza mezzi termini le dimissioni di Ghinelli.

 

 

 

Il consigliere Modeo parla ancora delle registrazioni che non possono passare sottotono per il linguaggio usato e per i risvolti inquietanti.

 

 

 

Si alza il sindaco Ghinelli con 7 o 8 pagine scritte (ne elimina un paio) perché dice: “non parlerò a braccio ma leggerò una dichiarazione concordata con i miei legali.”
( Azz… non è una scelta felice perché sembra subito un imputato!)

Poi, però, fa leva sul sentimento.
“Mi conoscete tutti, ho dedicato la mia vita con tutto il cuore e tutta la mia intelligenza possibile a questa città.
Ogni singolo minuto dei quasi cinque anni sono stati dedicati all’amministrazione”.

Una lacrima sembra scendere sulle guance della Tanti, seduta accanto, ma poi dopo che il sindaco ha chiamato Forza Italia in correità nella decisione della nomina del presidente di Multiservizi e dopo che si è spericolato in citazioni colte addirittura in latino maccheronico, l’opposizione ha cominciato a mugugnare  e il soldato Tanti ha subito preso le difese non richieste del suo comandante che con un gesto deciso le dice: Per cortesia Lucia!

 

 

In questa fase è significativo vedere le facce degli altri consiglieri da quella della Nisini che si nasconde sempre più nei capelli fino a farla sembrare un “barboncino grazioso” a quella del

 

 

 

Breda, impassibile come una statua, tanto che qualcuno si sarà chiesto se è vero o un cartonato!
E anche il suo bel vestito elegante nero non sembrava più quello del matrimonio ma di qualche altra cerimonia più triste.

Intanto l’opposizione esce dall’aula per protesta e si ritira nella sala rosa, seguita dalla stampa, lasciando sola la maggioranza che si interroga: ma siamo ancora maggioranza dopo quello che ha detto il sindaco?

Noi non entriamo nel merito della vicenda, cerchiamo di fare solo una cronaca ironica e spassionata anche se siamo, come tutti gli aretini, preoccupati per un clima che Arezzo non si merita, dopo le batoste di questi anni.
La città si merita di più.
Sappiatelo tutti, destra, sinistra e centro perché:

“Il bene comune è la grande catena che lega gli uomini nella società”  (Tito Livio)

Vai, ho fatto anche io come il sindaco qualche citazione dotta!

Ora segue il video de l’Ortica!

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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