Controcorrente – giusti i pignoramenti sui conti per chi non paga le tasse comunali

Da cittadini reclamiamo ogni giorno per una insufficiente qualità dei servizi e delle manutenzioni, del decoro urbano, ma poi non paghiamo le tasse comunali per milioni di euro.

I comuni sono alle strette per via dei diminuiti contributi statali e in qualche modo devono arrabattarsi.

Se chi non paga le tasse comunali lo fa perché “tanto il comune non lo pagherò mai” è giusto che l’amministrazione ricorra a tutti i modi possibili per incassarle.

Basterebbe porre un limite “sociale” alle riscossioni forzate.

Chi nel conto bancario ha meno di X euro non subisce pignoramenti, tutto qui.
La cifra al posto della X ce la metta pure il comune.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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