Troppo botoli e troppo ringhiosi

La pioggia catastrofica che ha sferzato Arezzo è stato un evento di portata eccezionale, secondo alcuni meteorologi, più unica che rara.

Fulmini, grandine, inondazioni, blackout e purtroppo un morto il tragico bilancio.
Le forze dell’ordine e per la protezione civile si sono prodigati con ogni sforzo, cercando di assolvere bene al loro lavoro, con ogni mezzo.

Ma come sempre, c’è una parte di aretini, che definire teste di cazzo è poco, che devono sempre attaccare, insultare, pontificare, giudicare, ovviamente da dietro una tastiera e se possibile anonimamente, contro chi cerca di aiutarli.
Una valanga di attacchi di questi ritardati verso tutti: vigili, comune, assessori, sindaco, pompieri, forze dell’ordine, ecc.

Uno schifo assurdo.
Giusto sottolineare come una maggiore attività di pulizia dei fossi, dei canali e dei fiumi avrebbe potuto evitare aggravi di danno, MA un evento così violento è IMPOSSIBILE da domare e contenere completamente senza che qualcuno ne sia colpito.

Per qualcuno (che forse, quando distribuivano i cervelli, era al cesso a pisciare) la colpa di questi fiumi di pioggia sono stati progettati apposta dal Ghinelli in combutta con Dringoli, per danneggiare gli aretini.

A quello che vediamo scritto l’impressione è quella.
Criticare ok, insultare no.

C’è stata molta più dignità in quegli aretini che, con cantine case e garage allagati, si sono messi al lavoro per ripristinare al più presto tutto, piuttosto di altri che hanno solo infamato.

Pure quelli dell’Arezzo Celtic Festival, sono accusati di non aver annullato l’evento per tempo.
Tanto che nella loro pagina hanno pubblicato dei video per ribattere alle accuse di questi ritardati mentali.

Se non altro, per rispetto di chi purtroppo è rimasto vittima dell’alluvione, dovrebbe calare il silenzio e la riflessione.

Gli aretini sono gente forte e tenace, ma tra di loro, una parte fa veramente schifo.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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