Due anni e mezzo al marocchino, tunisino… tanto è uguale… che ha rotto il perone a un poliziotto municipale

Sul Corriere di Arezzo datato 14 marzo, si parla dell’aggressione subita dal poliziotto municipale che cercava di togliere dalle grinfie del marito una moglie aggredita.
Il titolo dell’articolo è “Vigile pestato, due anni e mezzo al marocchino”.

Il cittadino incriminato e condannato a due anni e mezzo di carcerazione è in realtà un immigrato tunisino, come correttamente riportato nel testo del pezzo firmato da Alessandro Bindi.

Passi (ma non dovrebbe passare) per il titolo che attribuisce una nazionalità all’aggressore, come se questo facesse la differenza, ma sbagliare tra Marocco (nel titolo) e Tunisia (nell’articolo) è davvero imperdonabile.
E’ come indicare un italiano come polacco, o qualcosa del genere.

Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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