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Scissione Pd, il Cico non esce

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Scissione Pd, il Cico non esce

Neanche si trattasse di una questione da Champions come la scissione di Sarri dal Napoli perché il presidente De Laurentis non la pensa come lui che fa giocare sempre gli stessi giocatori.

Prima hanno preso sul serio la scissione dal Pd di Michele Emiliano, poi quando hanno finalmente capito che quella del Governatore delle Puglie era una delle sue solite sceneggiate da palcoscenico, i giornalisti sono andati tutti alla caccia di chi tra i big del partito aveva intenzione di uscire dal Pd insieme al Governatore Enrico Rossi e a Roberto Speranza. Ne avessero trovato almeno due ad Arezzo!
No, se ne va uno solo, e neanche tanto big.

C’è chi avrebbe tanta voglia di seguire Rossi, ma dice che le scissioni portano sempre male, c’è chi esce solo per andare sull’Arno a pesca di lucci lunghi almeno cinque metri, c’è chi uscendo si ritroverebbe allo stesso punto da dove sono entrati quando sono saltati sul carro di Renzi: con i renziani neanche a parlarne, convinti come sono di avere preso da soli il 40 per cento al referendum. E allora chi può uscire da Piazza Sant’Agostino?

Di sicuro a uscire tocca, come sempre quando c’è da attaccare i manifesti, al Cico, che però, perché dalla porta non entri qualche intruso e non esca qualcuno che cambia idea e preferisca la scissione, un’occhiata alla porta del Pd dal Circolo Aurora ce la dà, come ce l’ha sempre data.
Lui di scissioni ne ha viste fin troppe per caderci.
La sua è una fede a prova di ogni scisma.

C’è chi dice di averlo visto con la bandiera rossa in qualche foto del ’21 a Livorno, quando nacque, per scissione, il Pci.
Ma dal Pci, dal ‘91 Pds, dal ‘98 Ds, dal 2007 Pd , il Cico si è sempre ben guardato da uscire: anche quando la falce e il martello se l’è portata dietro Rifondazione comunista e anche quando ha cominciato a vedere una folla di ex democristiani salire le scale di Piazza Sant’Agostino.
Loro, in fondo, non avevano più neanche la casa di via Cavour.
E lui di case ne aveva due, quella dove c’era sempre stata la falce e il martello, e quella del circolo Aurora.
E di tutte due aveva e ha sempre le chiavi.

Va bene l’ospitalità, va bene attaccare i manifesti ogni volta per un sindaco ex democristiano, va bene staccare dalle pareti ogni foto con D’Alema e metterci quelle con Renzi.
Ma se qualcuno pensa che il Cico se ne vada da Piazza Sant’Agostino perché lì c’è la centesima scissione, sarà meglio che ricominci dal ‘21.
E, se fa in tempo, di scissioni ne conti altre 99.

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