Gli sportivi aretini sono appunto aretini e non si può pretendere che una volta sugli spalti del Città di Arezzo diventino oxfordiani. nella rosa degli amaranto di quest’anno ci sono tre ragazzi di colore che rispondono ai cognomi Ba, Demba e Yamga, con quest’ultimo che figura spesso tra i titolari ed è uno dei migliori in campo. Così, quando il giovane Yamga (classe 1996) mostra il suo talento cristallino, gli sportivi aretini cercano di capire come si chiami e capita di assistere a dialoghi del tipo:

– Chi è quel nero? –

– E’ bravo, vero? Si chiama Angà… –

– Come? –

– Anga, Inga, Angà… Bene bene ‘n l’ho capito… –

– Scusate – interviene quello che lo sa – si chiama Yamga…

– Amgà? Alò alò, chiamamolo “il Nero”. Bravo Nero!…

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« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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