Si sa che noi dell’Ortica non abbiamo colore politico, quindi non abbiamo paura di dire che dopo tanto tempo l’amministrazione di Arezzo ha provveduto a una nomina come si deve. Francesco Macrì a capo di ESTRA è l’uomo giusto al posto giusto. Chi se non lui come presidente? Macrì è un signore coerente, per niente legato alla politica (l’unica volta che si è candidato a Sindaco ha avuto più o meno lo stesso successo di Cristina Nardone), esperto nel settore dell’energia e nella conduzione di grandi aziende. Abituato a gestire centinaia di milioni di euro di giro annuale, il Cigno Nero è anche l’uomo giusto per portare Estra alla quotazione in borsa, e per indossare abiti firmati in ogni occasione. Si dice addirittura che che i centomila euro annui di appannaggio intenda devolverli in beneficenza e che continuerà a parlare male del sindaco Ghinelli nonostante la nomina. Cosa possiamo desiderare di più?

Ormai le nomine di carattere esclusivamente politico sono alle spalle e bisogna prenderne atto con soddisfazione.

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« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

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