Una stanza con bagno su Airbnb.

Da più di un anno affitti una stanza con bagno su Airbnb. Un co-inquilino fisso non lo desideri, ma “ospiti” casuali effimeri e vari sì: fa parte, più o meno inconsciamente, del tuo “progetto” di esplorazione socio-antropologica del mondo. Ti sembra di avere un bel profilo, le foto professionali fanno la loro figura, il prezzo (comprensivo di colazione) è contenuto: hai ottime recensioni, ma hai anche avuto – praticamente sempre – ottimo “materiale umano”.

Poi ti scrive Yichen Yang, di Taipei. Vorrebbe venire dal 12 al 14 aprile; siccome hai già in ballo un’altra prenotazione, le scrivi che la stanza potrebbe non essere disponibile. Lei nel frattempo ti ha già chiesto mezzo mondo: si parcheggia bene vicino casa tua, c’è l’ascensore, è silenziosa casa tua, è sicuro parcheggiare sotto casa tua, quanto dista Sansepolcro da casa tua, e quanto Cortona, e quanto Castiglion Fiorentino, ecc. La metà delle domande era evitabile, le soluzioni tutte ben indicate già nel profilo, ma rispondi comunque.

Poi l’altra prenotazione si sblocca e tu le dai il via libera: non lo potevi sapere (ma forse sì), ma dai il via libera ad altre domande, a raffica, scritte in “modalità chat”, un messaggio dopo l’altro. Nessuna indicazione su chi è, quali i suoi impegni, i suoi orari, ecc. Solo domande, a cui rispondi pazientemente. Via via provi a farle tu qualche domanda, per capire le sue esigenze di orario e se queste sono compatibili con le tue, per esempio.

Nessuna risposta in merito ma, a scanso di equivoci, altre domande: “How far Libbia from your house?”, altro messaggio immediatamente dopo “I mean Località Libbia”. Tu sei un tipo molto paziente, però forse a tutto c’è un limite. Le chiedi garbatamente di smettere di fare domande, non sei un’agenzia di viaggi che lavora esclusivamente per lei, nell’annuncio c’è l’indicazione della via e tutto quanto, può cercarsi da sola le distanze.

A onor del vero, si scusa e promette che non sarà fastidiosa una volta arrivata. A questo punto, però, ti cambia completamente le date del suo arrivo: tu puoi comunque e accetti la sua prenotazione e le comunichi gli orari in cui sarebbe meglio arrivasse poiché altrimenti non ti troverà, essendo tu al lavoro. A questo punto, quasi stizzita, ti chiede allora di cancellare la prenotazione perché vuole essere free con gli orari. Per scrupolo esci di casa, guardi se per caso hai attaccato un cartello “Albergo Giannino” sulla porta e magari non te lo ricordi, ma il cartello non c’è: trattieni il respiro, conti fino a cento in taipeiano, maledici in segreto Tsai Ming-liang e il suo cinema dell’incomunicabilità, e torni a scriverle.

Nella fattispecie, le scrivi che, siccome Airbnb “punisce” con una multa in denaro gli hosts che cancellano una prenotazione, potrebbe cancellare lei la prenotazione. Yichen la prende male: parafrasando, mi scrive “ah, tu non puoi perdere i soldi ma io sì, bene, non pensavo che gli italiani fossero così maleducati”. Maleducati, pensa e scrive; in effetti tu stai sacramentando, in quel momento. Comunque le rispondi senza insulti, facendole notare che ti sembra ovvio che, in caso, vista la confusione da lei creata, sia lei a rimetterci qualcosina e non tu. In caso, perché in realtà, che tu sappia (ma puoi sicuramente sbagliarti), gli hosts pagano ma i guests no.

Lei in ogni caso cancella ma non smette di scriverti: “mi fai dubitare che gli italiani siano tutti così, you are a bad teacher, my bad luck avere incontrato uno come te”. Nel frattempo hai fabbricato una bambolina con le fattezze di Tsai Ming-liang e la stai spillonando senza pietà, da una buona mezz’ora. Le rispondi che tu sarai un cattivo insegnante, ma che lei è una cattiva essere umana. Aggiungi, in italiano, “cazzo”. Incredibile a dirsi, ti risponde ancora: “What means cazzo?”.

“Means porcoddue”, le scrivi prima di segnalarla ad Airbnb.  Sei proprio un insegnante stronzo, Giannino.

Giannino Stoppani
Giannino Stoppani è insegnante, scrittore, sceneggiatore e critico/giornalista. Ha collaborato con il Pesaro Film Festival. Ha pubblicato con Falsopiano. Ha curato per anni la collana di cinema Bietti Heterotopia. Ha lavorato come aiuto regista e assistente di produzione in Italia e negli Stati Uniti. Come membro Fipresci continua a seguire festival e rassegna internazionali di cinema (Egitto, India, Svizzera). Vive orgogliosamente ad Arezzo.

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