A spasso in Valdichiana : Lucignano, Foiano, Marciano, Civitella, Monte San Savino

La Val di Chiana terra di antica civiltà è rappresentata nella zona ovest da alcune località ricche di storia e tradizioni, proprio nel cuore della Toscana.
Programmando un itinerario di almeno due giorni potremmo visitare questi luoghi facilmente raggiungibili grazie ai collegamenti con l’autostrada del Sole (A1) e la superstrada PERUGIA – SIENA.

 Primo giorno

Il primo giorno nella mattinata ci si potrebbe dedicare alla visita di Civitella in Val di Chiana (m. 280), situata sul lato sinistro del Canale Maestro della Chiana.
Civitella già insediamento etrusco-romano fu intorno all’anno 1000 possesso del Vescovo d’Arezzo come capoluogo del vescontado d’Ambra, e verso la fine del ‘200 possesso di Firenze, è la sede di uno stupendo castello costruito prima del 1000.

Prima di recarci al castello, dal quale si gode la vista di uno stupendo panorama, possiamo recarci verso Piazza Lazzeri dove si trova la chiesa di Santa Maria, costruzione di epoca benedettina, ricostruita in stile romanico, ampliata e riedificata dopo gli eventi bellici del 1944, quando Civitella subì una forte rappresaglia tedesca.
Di fronte alla chiesa, sempre sulla piazza, osserviamo la bellissima cisterna medievale e la quattrocentesca chiesa della Confraternita.
Proseguendo verso la Rocca, incontriamo il Palazzo dei Podestà dove osserviamo stemmi dei podestà ed affreschi del XIV secolo, del XV secolo ed un loggiato con archi in cotto che formano un porticato continuo. Arriviamo dunque alla suggestiva Rocca, edificio già esistente nel 1048, e ristrutturata nel 1200, che costituisce il monumento principale di Civitella.

Proseguendo il nostro itinerario, sempre nella mattinata, possiamo recarci a Monte San Savino, centro anticamente abitato dagli etruschi e fortificato in epoca romana attorno al Castello di Area Alta.

Nel paese, patria dello scultore e architetto rinascimentale Andrea Contucci detto il Sansovino e del papa Giulio III, possiamo iniziare la visita da Porta Fiorentina, progettata da Giorgio Vasari nella seconda metà del XIV secolo e realizzata da Nanni di Baccio Bigio. Di seguito incontriamo il Cassero, struttura ricostruita dai senesi nel 1383 e sede prima del monte di pietà e del ricovero dei mendici, poi, dopo i restauri degli anni ’70, del Museo Comunale.

Accanto al Cassero, si trova la chiesa di S.Chiara al cui interno possiamo osservare un’opera plastica del Sansovino invetriata da Andrea della Robbia, che rappresenta una Madonna col Bambino e Santi; un’altra pala del Sansovino con i Santi Lorenzo, Rocco e Sebastiano, un Presepe ed una statua in terracotta di scuola tardo-robbiana raffigurante Sant’Antonio.

Su un lato della piazza di fronte alla chiesa, vediamo la guglia costruita nel 1643 in onore dell’allora principe di Monte S.Savino, Mattias de’Medici e sul lato opposto Palazzo Galletti con una bella finestra sorretta da cariatidi.

Proseguendo, possiamo ora recarci presso il nobile Palazzo rinascimentale, sede del Comune la cui costruzione fu ordinata ad Antonio da Sangallo il Vecchio all’inizio del XVI secolo dal cardinale Antonio Di Monte.

Lo stupendo Palazzo Di Monte è costruito in pietra serena, a bugnato nel piano terreno e di ordine ionico al primo piano.

Nel cortile interno circondato da un loggiato a tre archi, si trovano due pozzi caratteristici, mentre il retro di epoca più tarda, opera di Nanni di Baccio Bigio, si affaccia su un grazioso giardino pensile.

All’interno troviamo una porta del ‘500 intagliata da Fra’ Giovanni da Verona ed una piccola galleria di ritratti illustri del luogo e di membri delle famiglie toscane regnanti. Di fronte al palazzo si trova la Loggia dei Mercanti edificata da Antonio da Sangallo il Vecchio con cinque arcate a tutto sesto sorrette da colonne di ordine corinzio, serrate da pilastri affiancati. Raggiungiamo dunque la Pieve, edificata alla fine del XII secolo, rimodernata nel 1627 e rifatta nuovamente nella seconda metà del XVII secolo dove tra le diverse opere si osserva il sarcofago di Fabiano di Monte, del 1498, attribuito al Sansovino.
Proseguiamo fino al trecentesco Palazzo pretorio dove si osservano stemmi di giusdicenti fiorentini, la grande torre visitabile e affreschi tra cui la Pietà del pittore S. Veltroni, del 1538.

Incontriamo poi la Piazza di Monte sistemata nel 1511 dal Sansovino in seguito al restauro della propria abitazione e la chiesa gotica di Sant’Agostino.
Quest’ultima, costruita nel XIV secolo per ordine degli agostiniani, subì diversi rimaneggiamenti come quello del 1525 voluto dal Sansovino che fece costruire sulla controfacciata della chiesa una cantoria in stile gotico.
La chiesa presenta inoltre una stupenda vetrata con rosone istoriata da Guglielmo de Marcillat, un’Assunta del Vasari, diversi dipinti di Orazio Porta, la lastra tombale del Sansovino, qui sepolto ed il chiostro opera sempre di Sansovino.

Prima di ripartire da Monte S.Savino, possiamo fare qualche acquisto presso i negozi di ceramiche dove tra l’altro si trova lo “scaldino col fischio”, rinomato souvenir locale e, potremmo anche visitare il Santuario di Santa Maria delle Vertighe.

Quest’ultimo, officiato dai frati minori, contiene l’immagine della Madonna protettrice dell’Autostrada del Sole. Potendo si può effettuare un escursione a Gargonza (6 Km), antico borgo medioevale (piazzetta, torre, chiesina romanica) ristrutturato (case residence), circondato da lussureggianti boschi.

Sembra che nel 1304 quando qui si riunirono i ghibellini di Arezzo e Firenze fosse presente anche Dante Alighieri


Per iniziare il secondo giorno di visita nei territori della Val di Chiana ovest, possiamo recarci a Lucignano, interessante centro della Toscana dell’impianto castellano a pianta circolare, entro le cui mura si sviluppano strade con andamento concentrico.
Questo esempio di costruzione medievale, fu al centro di contese tra Siena, Firenze, Arezzo e Perugia e dopo il 1370 rimase dominio senese fino al 1554 quando divenne parte del ducato fiorentino; una volta nelle mani di Cosimo de’Medici, a Lucignano furono realizzati numerosi interventi urbanistici ed architettonici come la Fortezza Medicea.

La nostra visita può iniziare da Porta San Giusto, dove si ammirano il Cassero e la Rocca fortificata con il completamento del perimetro murario nel corso del XIV secolo; dalla torre, si potrà poi osservare il panorama che va dalla Val di Chiana fino al Lago Trasimeno.
Di fronte alla torre, in una piccola piazza, troviamo il Loggiato dell’architetto Andrea Pozzo e salendo la scalinata arriviamo alla chiesa della Collegiata di San Michele Arcangelo; realizzata nel 1594 a croce latina su disegno del savinese Orazio Porta, è costituita da ben 10 altari in pietra serena di cui il più imponente, in stile barocco del 1702 è opera di Andrea Pozzo.

All’interno troviamo anche la stupenda Cappella del SS. Sacramento, affrescata da Luigi Ademollo, che contiene l’anonimo Crocifisso ligneo della fine del ‘300. Sempre nelle vicinanze della Rocca si erge la Fortezza Medicea fatta costruire da Cosimo de’Medici.Tornando ora verso il Palazzo Comunale, costruito nei secoli XIII-XIV, ci troviamo all’ingresso del Museo civico dove nella prima sala sono conservati due tavole del Signorelli raffiguranti San Francesco che riceve le stimmate e la Madonna col Bambino, un trittico di Bartolo di Fredi ed una Crocifissione del XIII secolo.

Nell’altra sala, affrescata nel corso del XIV secolo, si trova il notissimo Albero d’Oro o “Albero di Lucignano”, un imponente reliquiario, opera di oreficeria toscana, cominciato nel 1350 per mano di un orafo senese e terminato nel 1471 da Gabriello d’Antonio. L’albero alto 2,60 metri, fatto di rame dorato, argento e smalti, presenta sei rami per ogni parte con piccole foglie raffiguranti da un lato una miniatura su pergamena, dall’altra smalti traslucidi; tra un ramo e l’altro ci sono sei piccoli rami di corallo rosso e alla sommità una croce sormontata da un uccellino sul nido.

Tutta la struttura dell’albero che rappresenta in forma allegorica l’esaltazione della chiesa raffigurata proprio dall’uccello nidificante, poggia su un tempietto gotico con piedistallo. Al piano superiore del palazzo, si può visitare dunque la Sala del Consiglio, affrescata nel 1813 da Luigi Ademollo con scene dell’antichità classica. A sinistra del palazzo comunale, possiamo successivamente visitare la chiesa di San Francesco costruita a partire dal 1248, con una facciata di stile francescano a “granaio” o a “capanna”.

All’interno si osservano affreschi del XIV e XV secolo come il trionfo della Morte eseguito probabilmente alla fine del ‘400 da Bartolo di Fredi; sull’altare maggiore si trova un polittico con Madonna, Bambino e Santi opera di Luca di Tommè e nel lato destro del transetto affreschi con Storie di San Francesco e altri Santi, opera di Taddeo di Bartolo e Bartolo di Fredi. Vediamo inoltre una Madonna col Bambino in legno policromo del XIV secolo nell’ultimo altare di destra e l’organo cinquecentesco sistemato nella controfacciata in una cantoria lignea di epoca barocca.

Vicino alla chiesa di San Francesco, possiamo infine visitare la chiesa della SS. Annunziata o chiesa della Misericordia dove si osservano due grandi statue della scuola dei della Robbia, inoltre possiamo visitare il Santuario della Madonna delle Querce, chiamata così per i prodigi attribuiti ad un’immagine della Madonna presso una grossa quercia; nella chiesa a tre navate, opera del Vasari, si ammirano un affresco raffigurante una Pietà, sull’altare maggiore, tele del 1600, un organo del 1700 e numerosi ex-voto su tavoletta lignea del ‘500-‘600.

Prima di lasciare Lucignano per proseguire l’itinerario, possiamo approfittare di questo posto per assaggiare alcuni prodotti frutto della tradizione agricola come l’olio extravergine di oliva, il vino, gli insaccati, i formaggi, il miele. Nel pomeriggio terminiamo il nostro itinerario visitando prima Foiano della Chiana, il cui nome (deriva da Forum Jani) rivela la sua origine romana testimoniata anche dai ritrovamenti fatti nella collina dove nel medioevo fu fondato il Castello.
Quest’ultimo si ritiene fosse stato prima possesso ghibellino del feudo dei vescovi di Arezzo fino al 1383, dominio napoletano nel 1452, riconquistata da Firenze nell’anno successivo fu dotata nel 1480 di una seconda cinta muraria.

Nel 1554, durante la guerra tra Siena e Firenze, fu saccheggiato e quasi completamente distrutto dalle truppe franco-senesi. Foiano seguì poi il destino del granducato fino al 1774 con Pietro Leopoldo e dal 1862 con decreto regio prese il nome di comune di Foiano della Chiana. Possiamo entrare in paese accedendo all’interno delle due cinte murarie concentriche che circondano il paese; la prima cerchia di forma ovale e l’altra a forma di cuore danno l’avvio ad una serie di piccole strade e piazze dominate dalla torre civica, costruita alla fine del 1700 sulla precedente porta-torre di Sant’Angelo appartenente alla prima cerchia di mura.

Recandoci nella piazza principale, vediamo il palazzo pretorio, oggi sede del municipio, ricostruito tra il 1555 ed il 1557 poiché distrutto dall’esplosione della polveriera durante l’invasione franco-senese.

Di fronte al municipio troviamo il palazzo del Monte Pio o della Cancelleria ricostruito negli stessi anni e la chiesa della SS. Trinità eretta tra il XVII ed il XVIII secolo, con pianta a croce greca e cupola di forma ottagonale; decorata all’esterno con maioliche policrome, contiene all’interno una Trinità del Pomarancio (1552 – 1626) ed una statua col Cristo risorto oggetto di una manifestazione religiosa che si tiene durante le festività pasquali. Non lontano da questa chiesa, c’è quella cinquecentesca di Santa Maria della Fraternita, a pianta rettangolare dove si conserva una Madonna col Bambino attribuita a Luca ed Andrea della Robbia.

Uscendo dalla prima cerchia di mura troviamo la grande collegiata di San Martino costruita a croce latina nella seconda metà del ‘700; all’interno si ammirano l’Incoronazione della Vergine del 1523, opera di Luca Signorelli una tavola di Orazio Porta con il Cristo Crocefisso, una pala in terracotta invetriata attribuita ad Andrea della Robbia del 1502 ed un organo costituito da 2004 canne.

Sempre fuori dall’abitato si trova la chiesa di San Michele Arcangelo del 1400 costituita da un’unica navata con tetto a capriate e pavimento in cotto; al suo interno si trova una terracotta con Cristo risorto attribuita a Giovanni della Robbia ed un Cristo in croce ligneo del XVII secolo. Lasciandoci alle spalle il centro storico, nei dintorni di Foiano potremo anche visitare la quattrocentesca chiesa di San Francesco, il tempio di Santo Stefano della Vittoria, fatto erigere da Cosimo I nel 1572 e la settecentesca Fattoria Granducale, allora residenza dei granduchi lorensi.

Possiamo dunque concludere l’itinerario visitando a pochi chilometri da Foiano, Marciano della Chiana il cui nome ricorda la famiglia romana “Marcia”, che ricevette quei terreni chiamati “fundus Marcianus”, come compenso per aver sostenuto il console Silla nella guerra contro Mario. La struttura a pianta rettangolare del paese risale agli anni 1000 – 1250 quando Marciano era contesa tra Arezzo, Perugia, Siena e Firenze.

In questo piccolo centro della Val di Chiana, possiamo osservare la topografia castellana dominata da una parte dalla porta munita di torre con l’orologio costruita nei primi decenni del XVII secolo, e dall’altra da una possente rocca appartenuta al famoso capitano di ventura Fanfulla da Lodi e la chiesa dei Santi Andrea e Stefano del XI secolo, che contiene una pala dipinta da Bartolomeo della Gatta raffigurante la Madonna col Bambino e Santi, oltre ad altri lavori di artisti locali.

Inoltre a qualche minuto dal centro, si può visitare la chiesa romanica di San Bartolomeo a Badicorte del X secolo che fu residenza dei monaci Camaldolesi fino all’anno 1487.

Redazione
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