Olimpiadi Milano Cortina: vinci l’oro, torni a casa col laccetto. medaglie rotte, figuraccia internazionale
Altro che spirito olimpico: a Milano Cortina 2026 si vince l’oro e si rischia di perderlo per strada, tipo gettone del telefono anni ’80. Prima domenica di gare e già tre medaglie fanno “crack”, non per l’emozione, ma perché il laccetto decide di mollare il colpo come un elastico dell’Eurospin.
Gli atleti festeggiano, saltano, sorridono… e zac!: l’oro vola, il bronzo penzola, l’argento guarda e prende appunti. Risultato? Campioni costretti a infilarsi la medaglia in tasca come il resto al bar. Altro che podio: sembra la sagra del patrono con le patacche di latta.
I social, ovviamente, esplodono:
“Garantì dal tule” (oro finto, ma con sentimento),
“Prese su Temu”,
“Colpa della Meloni”,
“Le facevo meglio col Lego”,
“Spendendo tutto per la pista da bob, ‘un c’erano più soldi pe’ lo spago”.
La Fondazione rassicura: “Stiamo cercando di capire”. Traduzione dal burocratese: boh. Intanto promettono medaglie nuove, riparate, rinforzate, forse con lo scotch telato o col fil di ferro, che quello sì regge tutto ed è pure Made in Italy.
Morale della favola?
A Parigi si ossidavano dopo mesi, qui si smontano in diretta: progresso tecnologico. Oro alla patria, patacche al popolo. E l’importante non è vincere… ma arrivare a fine premiazione con la medaglia ancora al collo.
Alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 la competizione non è solo tra atleti, ma anche tra la medaglia e la legge di gravità. Il verdetto popolare, arrivato puntuale come un accertamento IMU, è unanime: ‘un reggano nemmeno il giro d’onore.
E siccome il Vernacoliere non si limita a leggere, commenta, ecco il meglio del peggio dai social, con traduzione simultanea dal popolino incazzato:
- “Or du ble garantì dal tule”
Traduzione tecnica: oro finto garantito dal lattoniere sotto casa. Più che Zecca dello Stato, Zecca del Fabbro. - “Saranno solo ricoperte”
Classico ottimismo italico: sotto c’è l’ottone, sopra una spennellata d’oro e via, come i mobili dell’Ikea. - “Sono false come i politici”
Commento bipartisan: vale per tutti, destra, sinistra e centro estetico. - “E criticavano quelle di Parigi”
Karma olimpico: ridevano dei francesi, ora ridono i francesi. Touché. - “Spendendo tutti i soldi per l’impianto del bob…”
Priorità chiare: pista faraonica, laccetto dell’uovo di Pasqua. - “L’hanno prese dai cinesi / Temu / AliExpress / Shein”
Globalizzazione spinta: fai prima a vincere l’oro che a fare il reso. - “Credo sia colpa della Meloni”
Commento jolly: va bene per tutto, dalle medaglie rotte al sugo sciapito. - “Decreto anti-rottura medaglie”
In arrivo: 47 articoli, 12 commissioni e nessun laccetto nuovo. - “Il mio fabbro con 30mila lire la faceva meglio”
Nostalgia canaglia: quando le lire tenevano insieme anche le cose. - “Le han fatte di legno”
Ecologiche, sostenibili e finalmente coerenti col risultato. - “Oro alla patria, patacche al popolo”
Sintesi poetica degna di finire incisa… su una medaglia che però si staccherebbe subito. - “Il laccetto, non la medaglia!”
Vero. Ma se ti cade l’oro nel tombino, prova a spiegarglielo.
CONCLUSIONE
Insomma, non è che le medaglie si rompono: si smontano. Un’innovazione tutta italiana: design modulare, emozioni forti e figura di merda internazionale inclusa nel prezzo.
E ricordate atleti: l’importante non è vincere…
ma annodare bene.


Per la fornitura dei laccetti era stato incaricato Paolo Petrecca