Dal sacro gazebo di viale Giotto, tra una stretta di mano e un “ci si rivede”, il candidato sindaco Marco Donati ha annunciato l’illuminazione improvvisa: se diventa sindaco di Arezzo, devolverà il 10% della sua indennità ai giovani. Dieci. Percento. Non uno di più, che poi uno si monta la testa.
I soldi finiranno in un fondo “partecipato”, parola magica che tradotta vuol dire: decidete voi, ma poi si vede. I giovani saranno coinvolti, ascoltati, consultati, interpellati e probabilmente anche invitati a un tavolo, con tanto di post-it colorati e moderatore serio. Le idee? Le mettono loro. Le priorità? Sempre loro. I risultati? Boh.
Donati ci tiene a chiarire che non è un gesto simbolico. È concreto. Talmente concreto che per ora resta sulla carta, ma con grande convinzione. Anzi, rilancia: se vince, proverà a convincere tutta la giunta a fare lo stesso. “Nel rispetto delle sensibilità personali”, che in politica vuol dire: se non lo fanno, amici come prima.
Il candidato spiega anche che i giovani, quando vengono ascoltati, rispondono bene, sono responsabili, pieni di idee e speranze. Insomma, bravissimi. Basta che non chiedano lavoro subito, case accessibili o cose strane così. Intanto però il messaggio è chiaro: i giovani sono il futuro. Il presente, invece, si arrangia col restante 90%.
Applausi dal gazebo. I giovani ringraziano. Alcuni chiedono se il fondo accetta anche bonifici superiori. Ma per ora, accontentiamoci del pensiero. Che, si sa, non costa nulla.

