Altro che voli pindarici: qui si ragiona da capolista vera. L’Arezzo guarda avanti, ma con giudizio. Lo ha detto chiaro e tondo il direttore sportivo Paolo Cutolo: primo obiettivo Pianese, poi si penserà al resto. Mancano tredici partite, tredici battaglie, tredici finali. E state tranquilli: contro di noi giocheranno tutti col coltello fra i denti. Normale, siamo quelli da buttare giù.
Il mercato di riparazione? Per noi non si ripara nulla, si rifinisce un gioiello. Siamo primi, mica dispersi. Sistemata anche la grana Tito, finalmente si è capito che dietro il rendimento sottotono c’era un’ernia inguinale che non perdona. E parliamo di quello che molti considerano il miglior esterno difensivo della Serie C: quando tornerà al cento per cento, sarà come un acquisto nuovo. Altro che gennaio.
Alla domanda classica – progetto a breve o a lungo termine? – Cutolo risponde da uomo di campo, non da sognatore: una partita alla volta. Nessun castello in aria, nessun proclama sulla promozione. Prima si pensa al domani, poi al dopodomani. Come direbbe lui: “Prima il cacio, poi si comprano le pere”. E noi, da tifosi, sottoscriviamo col sangue.
Ora si va avanti così: sudore, concentrazione e fame. Il resto è fuffa. Forza Arezzo, sempre.

