Succede anche questo, nell’incredibile mondo dei social: apri Facebook per vedere due passaggi di centrocampo e ti ritrovi davanti una pattuglia dei Carabinieri con sirena spenta e titolo da cronaca nera. Multitasking informativo, livello Arezzo.
Sul profilo di Amaranto Channel compare un video bello serio: auto dei Carabinieri, servizio su spaccio, roba da mascella serrata. Fin qui tutto normale. Peccato che il titolo dica tutt’altro:
“Arezzo–Pianese non è e non sarà mai una partita banale per i tifosi amaranto: diamo uno sguardo ai precedenti tra le due formazioni”.
Ora, per carità, i precedenti contano sempre. Ma qui si rischia la confusione storica: precedenti penali o precedenti di campionato? Perché vedere una gazzella dell’Arma e sentir parlare di “precedenti” fa venire il dubbio che l’arbitro sia il giudice e il VAR la Procura.
L’effetto è straordinario: sembra che Arezzo–Pianese non si giochi al Comunale ma in tribunale, con fischio d’inizio alle nove e sentenza al novantesimo. Altro che derby acceso: qui si passa direttamente alla custodia cautelare.
Il tifoso medio resta perplesso. Guarda l’immagine, legge il titolo e pensa:
“Ma la Pianese ha cambiato modulo o ha cambiato avvocato?”
Oppure:
“Questi ‘precedenti’ li ha chiesti la FIGC o il casellario giudiziale?”
Insomma, un piccolo capolavoro di surrealismo digitale: calcio, cronaca nera e algoritmo ubriachino mescolati come vino rosso e gazzosa. L’ortica non punge per cattiveria, ma una cosa va detta: controllare cosa si carica prima di pubblicare non è ancora reato.
Nel dubbio, aspettiamo il prossimo post: highlights della partita commentati con le intercettazioni. Perché ad Arezzo il pallone rotola… ma ogni tanto inciampa nel codice penale.
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E sotto il post… il popolo commenta (e segna più gol del centrocampo)
Come da tradizione social, il pubblico sugli spalti virtuali non delude e intercetta subito l’errore meglio di qualsiasi VAR.
Il Fan più attivo, Gianni, centra il bersaglio con una domanda che vale più di mille editoriali:
“Di quali PRECEDENTI si parla?”
Quattro faccine, quattro risate e una verità semplice: qui i precedenti sembrano più da casellario giudiziale che da almanacco Panini.
Alberto invece allarga il campo e porta la partita direttamente in tribunale:
“Tranquilli abbiamo il PM perfetto… tutti liberi i delinquenti…”
Altro che zona mista: qui siamo già alla requisitoria finale, con fischio dell’arbitro che diventa colpo di martelletto.
Annalisa va dritta al punto, come un commento da bar sport alle sette di mattina:
“Ma che è?”
Tre parole, una risata, sintesi perfetta del disagio visivo-editoriale.
Chiude Francy , che fa l’editore più dell’editore:
“Amaranto Channel c’è qualcosa che non va, o titolo o video”
Traduzione simultanea: scegliete voi, ma almeno fate pace tra immagini e parole.
Morale della favola: il post doveva parlare di calcio, è finito in cronaca nera e si è salvato solo grazie ai commenti.
Perché quando l’algoritmo sbaglia formazione, il pubblico sugli spalti vede tutto. E fischia.

