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Asilo nido di Piazza Avis: PNRR corre, cantiere fermo… e Bibbiena fa finta di nulla

Tra varianti “corpose”, appalti al massimo ribasso e scadenze europee che incombono, l’asilo nido di Piazza Avis rischia di restare un monumento all’incompiuta made in Bibbiena

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La Lista di Comunità esprime forte preoccupazione per lo stato di avanzamento del nuovo asilo nido di Piazza Avis, finanziato con fondi PNRR, a pochi mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026. Nonostante l’approvazione della variante progettuale e le rassicurazioni fornite in Consiglio comunale, il cantiere risulta ancora lontano dal completamento e il contratto con l’impresa esecutrice è stato risolto per inadempimento. Questa situazione espone il Comune al rischio concreto di perdita, totale o parziale, del finanziamento europeo, con possibili ricadute economiche sull’intera comunità. La Lista di Comunità chiede chiarezza su tempi, strumenti e garanzie per il completamento dell’opera e invita l’Amministrazione ad assumersi pienamente la responsabilità delle scelte compiute, informando in modo trasparente i cittadini su un intervento strategico per le famiglie di Bibbiena.

Il comunicato tradotto in ortichese

A Bibbiena si conferma una grande tradizione: quando c’è da fare in fretta, si rallenta con metodo. E quando ci sono di mezzo i soldi europei, si spera sempre che “qualcuno lassù” proroghi tutto, come il compito in classe rimandato perché piove.

Parliamo del nuovo asilo nido di Piazza Avis, quello strategico, fondamentale, imprescindibile… almeno nei comunicati stampa. Peccato che il cantiere, a pochi mesi dalla scadenza del PNRR, assomigli più a una scultura moderna incompiuta che a un edificio pronto ad accogliere bambini.

Già a luglio 2025, in Consiglio comunale, avevamo chiesto spiegazioni sul perché i lavori fossero praticamente fermi. La risposta della maggioranza fu rassicurante come una camomilla serale: “Tranquilli, è solo una variante al progetto”. Variante “corposa”, da mandare al Ministero, sei mesi di attesa e via, tutto sotto controllo. Parola dell’Assessore.

Passano i mesi, arriva novembre 2025 e la variante viene finalmente approvata. Bene? Macché. Il cantiere resta lì, immobile come se fosse in sciopero permanente. A oggi ci sono le fondazioni, la struttura e il tetto. Mancano le pareti esterne, gli impianti, le finiture e, dettaglio non secondario, un asilo funzionante.

Nel frattempo, il 13 gennaio 2026, il Comune avvia ufficialmente la procedura di risoluzione del contratto per inadempimento dell’impresa. Tradotto: “ci siamo lasciati male”. In due settimane si consuma il divorzio definitivo, aprendo una fase complicata, costosa e soprattutto rischiosa.

Rischiosa perché il nuovo asilo è finanziato con fondi PNRR, quelli che non aspettano nessuno. La scadenza è chiara, scritta e non prorogabile: 30 giugno 2026. Mancano meno di cinque mesi e il cantiere è lontano anni luce dalla conclusione.

Ora la domanda è semplice e per nulla polemica: come pensano di finire tutto in tempo? Con quale impresa? Con quali atti? E soprattutto, con quali garanzie per evitare che il Comune si ritrovi a dover restituire i fondi europei o a coprire le spese con soldi pubblici, cioè dei cittadini?

Perché qui non si parla di allarmismo, ma di conti. Se salta il PNRR, il rischio è concreto: finanziamenti ridotti o revocati e Comune costretto a pagare di tasca propria. Un bel regalo alla comunità, altro che asilo nuovo.

C’è chi sussurra di una possibile proroga delle scadenze PNRR. Bello. Peccato che, allo stato attuale, sia solo un’ipotesi politica, buona per i talk show ma inutile per amministrare. Nessun atto ufficiale, nessuna certezza. Governare sperando non è una strategia, è una scommessa.

In tutto questo pesa anche una scelta fatta all’inizio: l’appalto assegnato con il criterio del massimo ribasso. Quello che “si risparmia subito” e poi si paga con interessi, ritardi, contenziosi e cantieri fantasma. Non lo diciamo noi: lo ripetono da anni ANAC e mezzo mondo tecnico. Evidentemente, però, a Bibbiena si preferisce imparare sbagliando.

E intanto Bibbiena Stazione si becca anche il contorno. Una zona già in difficoltà, tra degrado e microcriminalità, si ritrova un cantiere aperto ma fermo, sempre più simile a un simbolo di abbandono che a un segno di rinascita urbana. Altro che rigenerazione: qui si rigenera solo la pazienza dei residenti.

Nei prossimi giorni la questione arriverà in Consiglio comunale. Noi pensiamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere come stanno davvero le cose, senza favole della buonanotte o rassicurazioni a vuoto.

Per ora restano le domande. Speriamo che arrivino risposte vere, con date, atti e soluzioni concrete. Perché il PNRR non aspetta, i bambini crescono… e i cantieri fermi fanno solo danni.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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