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Arezzo, l’ex Camera di Commercio tra aste, fantasmi e bitume: Italia Viva sveglia il Comune

Tra aste deserte e degrado crescente, Italia Viva sollecita Palazzo Cavallo: «Servono atti concreti, non racconti»

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Si torna a parlare – perché in realtà non se n’è mai smesso – dell’ex sede della Camera di Commercio in Viale Giotto, ormai assurta a simbolo cittadino del degrado e delle occasioni mancate. Un edificio imponente, vincolato e costoso, che oggi rappresenta più un problema che una risorsa. A riaccendere i riflettori è Gianni Ulivelli, segretario provinciale di Italia Viva, che torna a chiedere interventi concreti dopo una proposta avanzata già la scorsa estate e rimasta senza risposte.

Comunicato Casa Riformista Arezzo

Lo scenario è quello della quarta asta, con una base che dovrebbe aggirarsi intorno a 1.800.000 euro. Una cifra che, però, non racconta tutta la storia.
«Questo bene presenta due criticità enormi – spiega Ulivelli –: il vincolo della Soprintendenza e le condizioni strutturali dell’immobile, che richiedono interventi importanti sia dal punto di vista sismico che dell’efficientamento energetico. Chiunque lo acquisterà dovrà sostenere un investimento molto rilevante».

Quanto alla destinazione futura, le possibilità appaiono limitate. Secondo Ulivelli l’edificio potrebbe trovare una funzione direzionale o, in alternativa, alberghiera, mentre l’ipotesi residenziale è di fatto esclusa.
«Non vedo la possibilità di realizzare abitazioni, anche per l’assenza di spazi esterni come le terrazze. Per questo temo che anche questa asta andrà deserta», osserva.

Il tema, però, non è solo immobiliare. Al centro della denuncia c’è soprattutto lo stato di abbandono dell’area.
«È necessario – afferma Ulivelli – che il Comune emetta un’ordinanza per intervenire sul degrado e procedere alla bonifica. Oggi la situazione è completamente fuori controllo: all’interno si registrano fenomeni di droga e indigenza, mentre a pochi metri, nel parco, bambini e anziani assistono quotidianamente a uno spettacolo indecoroso».

Non manca una stoccata all’amministrazione comunale e alla narrazione che ne viene fatta.
«Chi governa la città rilascia interviste raccontando una realtà che sembra più sognata che vissuta», dice Ulivelli, chiamando in causa il vice vicesindaco Lucia Tanti e l’assessore all’Urbanistica Francesca Lucherini.

La conclusione è un richiamo alle priorità quotidiane.
«A pochi mesi dalla fine del mandato – incalza – è possibile che dopo dieci anni si continui a intervenire sulle buche stradali con soluzioni tampone, un camioncino, un po’ di bitume e due pale? Alla prima pioggia tutto viene vanificato. Prima di parlare di rigenerazione e riqualificazione urbana, si risolvano queste piccole ma fondamentali problematiche».

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